CHERS GAGLIOFFI, Dopo la manifestazione di ieri nella capitale, alcune considerazioni sull'avere una passione sportiva in questo paese. E più in generale sul mondo del calcio-business. Marciano a migliaia per le vie della Capitale, per affermare un diritto. Il diritto di esser considerati cittadini come gli altri. L'Italia che ha nel cuore una sfera di cuoio, un idea o più semplicemente una passione sportiva ha detto la sua. "Se i ragazzi sono uniti non saranno mai sconfitti" si legge sullo striscione in testa al corteo partito da piazza Esquilino. Tra i tifosi, diverse migliaia, ci sono i supporter di varie squadre come Lazio, Udinese, Roma e tante delle serie minori. LA FORZA E' NEI NUMERI... Il tifoso è un essere da eliminare: tutto, o quasi, è considerato lecito. Un andazzo di cui si sono accorti anche all’estero in occasione della partita di Champions League Roma – Manchester United dell’aprile 2007. In quell’occasione si era addirittura sfiorato l’incidente diplomatico. Gli obiettivi dei fotografi presenti sulla pista d’atletica dell’Olimpico avevano infatti registrato le “cariche di alleggerimento” - queste le parole utilizzate dai dirigenti del Viminale – portate avanti dagli agenti presenti intorno al settore ospiti. Londra non aveva mandato giù i fotogrammi che mostravano chiaramente che alcuni carabinieri malmenavano i tifosi Reds impugnando il tonfa d’ordinanza (manganello) al contrario. La Roma ha un compito delicatissimo: riaprire il campionato, suo e quello degli altri (cosa che a noi può interessar fino ad un certo punto), dato quasi per chiuso dopo i risultati di domenica scorsa. L'Inter dal canto suo proverà l'ulteriore allungo, forte della vittoria in Champions League che ha dato tranquillità a tutti in casa nerazzurra, ma negli ultimi anni ha dimostrato di soffrire, e non poco, la squadra capitolina. Qualcuno dirà era un'altra Roma, quella che regolarmente si presentava a San Siro negli ultimi anni a dettar la sua legge, ovvero quella del gioco. Di quella squadra è rimasto ben poco, se non i nomi. Ci auguriamo sia una bella partita combattuta con furore agonistico da parte giallorossa, perchè se non dovesse esser cosi assisteremmo a qualcosa di molto spiacevole. Una Roma degna del suo Popolo sarebbe già accettabile di questi tempi... COL COLTELLO TRA I DENTI ! Burdisso no, Andreolli probabilmente. Dovrebbe essere l’ex giocatore dell’Inter ad affiancare Mexes a Milano nel posticipo del campionato contro i nerazzurri. Non partirà invece Juan, alle prese con il consueto problema al polpaccio. Queste le ultime sul campo di un match apparentemente proibitivo per gli uomini di Ranieri, come al solito dimezzati da infortuni a catena. Contro la rinfrancata corazzata di Mourinho ci sarà da penare: non perdono una gara ufficiale a San Siro dal 26 novembre 2008 quando, in Champions League, vennero sconfitti per 0-1 dal Panathinaikos. Nelle seguenti 25 gare interne, i nerazzurri hanno un bilancio di 17 vittorie e 8 pareggi. Stadio Giuseppe Meazza ore 20.45 Le probabili formazioni Mourinho deve valutare le condizioni dei reduci di Kiev. Con la Roma, però, non dovrebbero esserci grosse novità. La notizia, ad ogni modo, è che salvo imprevisti negli ultimi allenamenti, il portoghese avrà a disposizione l’intera rosa. Sneijder dovrebbe essere confermato dietro alle punte Milito-Eto’o anche se Balotelli spera ancora in un posto da titolare. Stankovic agirà in mediana insieme a Motta e Cambiasso con Zanetti terzino sinistro. Non convocato Santon. Nella Roma allarme difesa, fuori Juan e Burdisso. De Rossi, scontato il turno di squalifica, riprenderà il proprio posto in campo. Torna anche Cassetti ma va in panchina. Doni non ha recuperato. Inter (4-3-1-2): J. Cesar; Maicon, Samuel, Lucio, Zanetti; Motta, Cambiasso, Stankovic; Sneijder; Eto’o, Milito. A disposizione: Toldo, Cordoba, Chivu, Muntari, Balotelli, Vieira, Suazo. All.: Mourinho Roma (4-4-2): Julio Sergio; Motta, Méxes, Andreolli, Riise; Perrotta, De Rossi, Brighi; Pizarro; Menez, Vucinic. A disposizione: Artur, Cassetti, Faty, Cicinho, Brighi, Baptista, Okaka. All.: Ranieri Arbitro: Rocchi di Firenze
JE NE REGRETTE RIEN!
CITTADINO? NO TIFOSO!

Si potrebbe ricordare anche l’omicidio del tifoso laziale Gabriele Sandri, ucciso in un’area di servizio lungo l’autostrada del sole. L’agente della Polstrada responsabile è stato condannato in primo grado per omicidio colposo. Il collegio giudicante del tribunale di Arezzo non ha accolto le richieste del pubblico ministero che chiedeva la condanna per omicidio volontario con dolo eventuale.
La criminalizzazione dei frequentatori delle curve non finisce qui. La diffida, il provvedimento utilizzato per impedire l’accesso ad ogni tipo di manifestazione sportiva, è una sanzione amministrativa. Gli organi di polizia decidono quindi della libertà di un cittadino senza passare per le aule dei tribunali. Le misure possono essere anche molto stringenti; il Daspo – sigla che identifica la diffida – può avere una durata massima di sei anni ed impedire l’accesso a tutto il territorio del Comune dove una determinata squadra si trovi a giocare. Nel caso poi venga inflitto anche l’obbligo di firma, il destinatario dovrà di fatto rinunciare ad ogni tipo di spostamento dalla propria città di residenza in contemporanea allo svolgimento di una partita. Ovviamente, nel caso di gravi indizi di colpevolezza, provvedimenti simili sarebbero sacrosanti, specie se ad irrogarli fossero giudici terzi ed imparziali. La facilità con cui vengono invece assunti rischiano di farli assomigliare a strumenti odiosi, rimedi molto lontani da quelli che dovrebbe applicare un ordinamento giuridico civile. Spesso poi, quando dopo anni si celebrano i processi per i fatti per cui i tifosi sono stati diffidati, gli imputati vengono assolti per insufficienza di prove. Decine e decine di sentenze provano quindi questa grande ingiustizia di cui nessuno parla.
Tornando poi al calcio straniero, affermare che nel resto d’Europa gli scontri di piazza o le risse sulle gradinate degli stadi siano un ricordo del passato è una colossale falsità. Il modello inglese ha semplicemente spostato all’esterno degli stadi le liti tra hooligans. È successo anche lo scorso agosto prima dell’incontro di Carling Cup tra il West Ham e il Millwal. Il derby dell’Est di Londra. Un uomo è stato accoltellato ad Upton Park nei pressi dell’ingresso dello stadio che ospita le partite del West Ham, squadra allenata da Gianfranco Zola. In Italia è stata data scarsa eco agli avvenimenti londinesi, farlo avrebbe significato interrompere il leitmotiv che da anni accompagna la totalità delle trasmissioni sportive.
Dire che comandano gli ultras è poi un facile espediente per non parlare dei veri problemi che affliggono il calcio nostrano. Si potrebbe iniziare a parlare della crisi che da anni vivono i campionati dilettantistici della Figc. Soprattutto le squadre dei piccoli centri sono costrette a far appendere le scarpette al chiodo ai loro calciatori. Sempre nei campionati regionali, iniziano a girare ingenti somme di denaro. Soldi che drogano il sistema e pongono le squadre non appoggiate da potenti gruppi imprenditoriali nella posizione di non poter competere con le corazzate che arrivano a tesserare sportivi provenienti dai massimi campionati nazionali.
Inoltre, se davvero comandassero gli ultras, questi impedirebbero alle pay-tv di condizionare i calendari o di pagare miliardi di euro per i diritti televisivi.
Lo “spezzatino” - con giornate di campionato divise tra anticipi e posticipi per sole esigenze televisive – è stato sempre combattuto dagli ultras di tutte le curve italiane. Lo slogan “Contro il calcio moderno” è riportato ormai su centinai di drappi esposti ogni domenica sulle gradinate d’Italia. La maggior parte degli introiti delle squadre italiane, quasi l’80%, è rappresenta dalla cessione dei diritti televisivi a radio e televisioni, mentre, al contrario, fuori dai confini nazionali, le televisioni non rappresentano la principale fonte di guadagno, le tariffe sono state in qualche modo calmierate. I bilanci delle società di Serie A, alcune delle quali quotate in borsa, rappresentano un altro tasto dolente. Le compagini più blasonate del nostro campionato sono anche quelle più indebitate. Banche ed erario i principali creditori dei presidenti nostrani, ormai abituati ad essere trattati con molta riverenza anche dalla classe politica
Non è raro infatti che i presidenti bussino alla porta di enti locali e regioni nella speranza di ricevere una qualche forma di aiuto economico. L’Italia vuole presentare la propria candidatura per i campionati europei del 2016 e molti amministratori locali scalpitano per avere un posto al sole. C’è il rischio però che i soldi pubblici impiegati per la realizzazione dei nuovi impianti, che poi dovrebbero essere ceduti ai privati, servano alla fine per ripianare i debiti delle società che spendono più di quanto nelle loro possibilità.
Il sistema deve essere totalmente ripensato, magari togliendo un po’ di potere alle televisioni. Gli ultras e i tifosi in generale vogliono solo che si torni a parlare di sport.
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11 NOVEMBRE 2007. GABRIELE SANDRI STA ASPETTANDO ANCORA GIUSTIZIA!
Era l’11 Novembre 2007 e per non dimenticare sono state studiate una serie di appuntamenti e iniziative in molte città italiane. Soprattutto dopo la sentenza di primo grado, in cui il poliziotto condannato ha visto derubricarsi il capo d’imputazione da omicidio volontario in omicidio colposo. Forse anche per questo oggi l’immagine
del giovane Gabbo viene adottata come simbolo dell'ingiustizia. Ma ora un percorso di ricordo ne intende preservare la memoria.

La giornata dell'11 inizierà presto con un'iniziativa ammirevole: la riunione del gruppo donatori volontari Gabriele Sandri alle ore 7.30 presso il centro trasfusionale dell'ospedale pediatrico Bambin Gesù di Roma. E' importante dar seguito a questa iniziativa, nata lo scorso anno, perchè diretta ai piccoli pazienti che necessitano delle trasfusioni. Donare il sangue è un gesto d'amore ed unirlo al ricordo di Gabriele è ancora più bello.Chi volesse aderire cliccare qui per il gruppo di Facebook o inviare una mail a :
Alle ore 13.00
scuola - afferma il fratello Cristiano - Gabriele ha fatto le elementari. Lì ha trascorso la sua infanzia. I suoi piccoli amici, gli insegnanti, i primi giochi all'aria aperta. Da un evento tragico come quella maledetta domenica di 2 anni fa oggi nasce qualcosa di positivo. Un Parco intitolato alla sua memoria è altamente significativo: rimarrà per sempre li, dove ogni giorno giocano i bambini, a tenere vivo il ricordo di mio fratello nel suo quartiere e in tutta la città di Roma.
Gabriele è figlio di questa città.”
Alle ore 19.00
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SIAMO TANTI, E TUTTI BELLI...

"...lo so, nessuno ci aveva previsto...nessuno aveva previsto il brivido continuo che non arranca ma rilancia,che non desiste ma resiste, che non retrocede ma avanza senza freni... Nessuno, nemmeno voi avevate previsto l'imprevedibile.
JE NE REGRETTE RIEN
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INTER - ROMA 1-1: FINALMENTE IL CARATTERE!
Ranieri sposa un modulo identico, con Perrotta dietro le due punte Menez e Vucinic. Julio Sergio torna a difendere la porta giallorossa.
Dall' altra parte Vieira in campo, Cambiasso e Sneijder in panchina. Queste le decisioni di Mourinho dopo la sbornia Kiev. Attacco titolare per i nerazzurri con Balotelli in panca.
Pronti via, e la Roma spreca l' occasione di andare in vantaggio. Lancio in profondità per Vucinic tutto solo davanti a Julio Cesar, ma il montenegrino esita e si fa riprendere da Lucio. Clamorosa palla gol non sfruttata dagli uomini di Ranieri. Prova a rispondere l' Inter con Milito, che finisce a terra in area di rigore, ma Rocchi lascia correre. Pochi minuti dopo Vucinic si riscatta. Lancio millimetrico di Motta dalla destra, l' attaccante stacca di testa e insacca con un pallonetto che inganna Julio Cesar. Terzo gol stagionale per lui. La corazzata nerazzurra non ci sta e va vicina al pareggio, ma Julio Sergio è grandissimo nel deviare in angolo un bel tiro di Milito. Partita che si gioca a un discreto ritmo, l' Inter più propositiva Roma che gioca specialmente sulle fasce. Scontro aereo tra Vieira e De Rossi, con il romanista che ha la peggio, stordito e sostituito dal francese Faty. Rapidi cambiamenti di fronte e nel giro di un minuto entrambe le squadre vanno vicine alla rete, Riise con una grande punizione da una parte, Muntari con un tiro-cross dall' altra.
Come da copione Mourinho non lascia la sua squadra alla deriva, inserendo Sneijder e Balotelli all' inizio della ripresa per un' Inter super offensiva. E il pareggio arriva immediato. Thiago Motta vede Eto'o sulla sinistra che si gira e deposita all' angolino basso, con Julio Sergio incolpevole. Pronta risposta della Roma, Menez è in serata, dribbling e tiro che non frutta però l' effetto desiderato. Dopo una fase calante del gioco, ancora il francesino impegna Julio Cesar con un gran diagonale, così come Faty che scivolando crea dei grattacapi alla difesa nerazzurra. La partita si addormenta, solo Okaka e il tridente nerazzurro provano a risvegliarla, ma dopo tre minuti di recupero l' arbitro Rocchi dice che può bastare così. 1-1 tra Inter e Roma a San Siro.
IL TABELLINO
INTER-ROMA 1-1
MARCATORI: 13' Vucinic (R), 48' Eto'o (I)
INTER (4-3-1-2): Julio Cesar 6; Maicon 6, Lucio 6, Samuel 6, Zanetti.J 6.5; Muntari 5 (46' Sneijder 6), Vieira 5 (46' Balotelli 5.5), Thiago Motta 5.5 (64' Cambiasso 6); Stankovic 6; Eto'o 7, Milito 6.5. A disposizione: Toldo, Cordoba, Chivu, Mancini. Allenatore: Mourinho 6
ROMA (4-3-1-2): Julio Sergio 6.5; Motta 5.5, Mexes 7, Andreolli 6, Riise 6.5; Brighi 6.5, Pizarro 6.5, De Rossi 6 (34' Faty 6); Perrotta 6; Menez 7 (74' Tonetto 6), Vucinic 6 (67' Okaka 6.5). A disposizione: Lobont, Cassetti, Guberti, Baptista. Allenatore: Ranieri 6.5
ARBITRO: Rocchi 6.5
AMMONITI: Muntari (I), Menez (R), Thiago Motta (I), Stankovic (I), Pizarro (R)
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Ma la vittoria contro il Fulham farà bene al morale, ne è sicuro il mister Ranieri: "La nostra reazione nel secondo tempo fa ben sperare per il proseguio dei due tornei". Prosegue il tecnico "Domani sera però dovremo cercare di sfruttare le poche occasioni che loro ci concederanno". Cinismo e attenzione, insomma, lo stesso credo del 'Mou'. Tra i più arzilli c’è a sorpresa Julio Baptista, contento per aver ritrovato un posto da titolare ma giovedì sera ripetutamente fischiato dal pubblico: 'Sono punti importanti che ci avvicinano al passaggio del turno - dice l’attaccante brasiliano -. È stata una gara difficile, la strada giusta è questa e dobbiamo continuare così".
Più severa l’analisi di Taddei, da tempo immemore irriconoscibile. "Inutile nasconderci, dobbiamo migliorare ancora tanto. Le contestazioni sono giuste quando si fa male, i tifosi ci seguono sempre e quindi noi dobbiamo stare zitti e sentirli. Le critiche fanno sempre bene". Okaka, che fino al primo tempo col Fulham sembrava un corpo estraneo al gioco della Roma, è invece raggiante per aver segnato la seconda rete in giallorosso: "Il mio futuro continua ad essere in bilico, devo sempre dimostrare qualcosa, però sono tranquillo. Vincere con l’Inter sarebbe una bella iniezione di fiducia". Già sarebbe tutto molto bello...

Squalificati: nessuno
Indisponibili: nessuno
Squalificati: Taddei (1)
Indisponibili: Totti, Juan, Burdisso, Doni
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