E' uscito venerdi scorso nelle principali città italiane “Control”, il film sulla vita di Ian Curtis, leader della celebre band inglese Joy Division, morto suicida a 24 anni. Il lungometraggio, che The Guardian ha definito come il migliore dell’anno, è il primo diretto da Anton Corbijn, famoso per essere il fotografo olandese tra i più acclamati nel mondo del rock, autore delle immagini fotografiche e dei video di artisti come U2, Miles Davis, Depeche Mode, Nirvana, Coldplay. L’idea del film nasce dalla trasposizione di “Touching From a Distance”, racconto biografico di Deborah Woodruff, moglie di Ian Curtis, ma soprattutto dalla fortuita collaborazione del produttore Orian Williams con un fotografo la cui vita è stata segnata fin dall’inizio dagli Joy Division. Anton Corbijn, infatti, si trasferisce dall’Olanda a Manchester per seguire i suoi idoli, e ventotto anni dopo si ritrova a raccontarli in un film. La pellicola, volutamente girata in bianco e nero per restituire allo spettatore le atmosfere di quel periodo storico, narra la parabola fulminante di Curtis, interpretato da Sam Riley, al suo primo ruolo da protagonista, scelto per la grande somiglianza a Ian Curtis non solo fisica ma anche spirituale ed emotiva. Nel ruolo di Debbie Woodruff l’attrice inglese Samantha Morton, considerata una delle migliori attrici della sua generazione, e Alexandra Maria Lara nel ruolo di Annik Honoré, la ragazza di cui Ian si innamora dopo il matrimonio.
Pluripremiato dalla critica internazionale al Festival di Cannes 2007, ai British Independent Film Award e ai British Academy Film and Arts Awards, non può definirsi un film musicale, come sostiene lo stesso regista. È piuttosto la trasposizione del disagio di un ragazzo come tanti, che negli anni ‘70 sogna di diventare una star della musica emulando David Bowie, e che si ritrova schiacciato dalla scoperta di soffrire di epilessia e dal peso delle responsabilità, consumato lentamente dalle paure e dalle emozioni che nutrono la sua musica. Intorno al suo personaggio confluiscono gli altri componenti della band, e nelle sue fragili mani si ritrovano le vite di moglie e figlia, trascurate per inseguire un nuovo amore e per soddisfare le aspettative sempre crescenti della sua band. La tensione e la fatica minano la sua salute, i suoi sensi di colpa e la depressione si impadroniscono di lui. Un film emozionante, che scena per scena ci fa conoscere e amare l’inquietudine di Ian e la sua sensibilità, grazie anche a una cura della regia e della fotografia che non lasciano nulla al caso. Per alcuni dei siti chiave del film, come per esempio la casa di Macclesfield dove vivevano Ian e Deborah, la produzione ha utilizzato i luoghi reali, così come è per altre sequenze girate all’aperto a Manchester. Il tutto è impreziosito da una colonna sonora di tutto rispetto, composta di tredici pezzi della band – uno su tutti “She’s Lost Control”, brano da cui deriva il titolo - ma anche di David Bowie, Sex Pistols, Lou Reed. Un tuffo negli anni settanta attraverso gli occhi spauriti ma vividi di un mito della musica.
Per saperne di più: Ian Curtis
Nato a Manchester, in Inghilterra, fu il cantante e il paroliere della band Joy Division, di cui fu uno dei fondatori nel 1977 a Manchester. Ian Curtis era affascinato dalle opere decadenti dei poeti romantici ottocenteschi e da personaggi della musica dell'epoca come Jim Morrison, David Bowie, i Sex Pistols, e in generale dalla musica punk e reggae.
Alle scuole superiori era un ottimo studente, appassionato soprattutto di storia, sebbene prese l'abitudine di fare abuso di farmaci.
Era sofferente di epilessia fotosensibile. La sua malattia, negli ultimi anni di vita, era diventata per lui un peso insostenibile, e fu per questo che, intorno ai vent'anni, iniziò a soffrire anche di depressione cronica, che lo portò al suicidio.
Ian Curtis sposò Deborah (Debbie) Woodruff il 23 agosto 1975: entrambi avevano 19 anni. Nathalie Curtis, unica figlia della coppia, nacque nel 1979. Il matrimonio durò dal 1975 al febbraio-marzo 1980 quando Deborah, scoperta la relazione del marito con la giornalista belga Annik Honorée, chiese il divorzio.
Morì suicida a soli 23 anni, il 18 maggio 1980, impiccandosi ad una rastrelliera nella cucina della propria casa situata al numero 77 di Burton Street a Macclesfield. Lasciò la moglie Deborah, dalla quale si era ormai separato, e la figlia Nathalie. Prima di compiere il gesto che mise fine alla sua vita, il cantante guardò il film La ballata di Stroszek di Werner Herzog e ascoltò l'album The Idiot di Iggy Pop. Ian fu cremato e le sue ceneri tumulate a Macclesfield. Sulla lapide è riportato il suo verso più famoso: "Love will tear us apart" ("L'amore ci strazierà").
Alla morte di Curtis, avvenuta alla vigilia del primo tour americano dei Joy Division, seguì la ricostituzione del gruppo con il nuovo nome di New Order. Come da accordo tra i membri dei Joy Division, tale nome sarebbe stato scelto nel caso in cui qualche componente avesse abbandonato la formazione. Fonte: Wikipedia