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Nessun uomo è un'isola, completo in sé stesso; ogni uomo è un pezzo del continente, una parte del tutto. Se anche solo una zolla venisse lavata via dal mare, l'Europa ne sarebbe diminuita, come se le mancasse un promontorio, come se venisse a mancare una dimora di amici tuoi, o la tua stessa casa. La morte di qualsiasi uomo mi sminuisce, perché io sono parte dell'umanità. E dunque non chiedere mai per chi suona la campana: suona per te. ALWAYSURBI@YAHOO.IT / mio contatto MSN Messenger: alwaysurbi@hotmail.it
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" Molte cose non sono neppure tentate perché appaiono difficili; molte cose sembrano difficili soltanto perché non vengono osate". Wenzel Anton Kaunitz //CHE SIA SOLO L'INIZIO! "Ho speso molti soldi per alcool, belle donne e macchine veloci. Il resto l'ho sperperato. Beh, alcune cose me le sono lasciate sfuggire: Miss Canada, Miss United Kingdom, Miss Germany... Se io fossi nato brutto, non avreste mai sentito parlare di Pelé. Nel 1969 ho dato un taglio a donne e alcool. Sono stati i 20 minuti peggiori della mia vita. Ho smesso di bere, ma solo quando dormo" ORA RIPOSA GEORGE

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venerdì, 31 luglio 2009

EUROPA LEAGUE TERZO TURNO PRELIMINARE ANDATA // ROMA-GAND 3-1: BUONA LA PRIMA

Davanti a uno Olimpico che non t'aspetti la quinta Roma di Spalletti ritrova il sorriso nel primo tempo del terzo turno preliminare della neonata Europa League. Tre goal che portano le firme di Mexes, Totti e Vucinic, ma il dato da rimarcare è l'affluenza di pubblico che ha accompagnato questo primo impegno stagionale dei giallorossi: circa 40 mila tifosi nel forno dell'Olimpico che hanno dato il proprio contributo alla prima di Totti&Co. Niente contestazioni da sottolineare, se non qualche sparuto coro nel primo quarto d'ora del match nei confronti della dirigenza giallorossa. Poca roba, se confrontato ai tifosi da salotto che giornalmente animano l'etere romano...

 I N E S T I M A B I L E ! Francesco Totti, attaccante della Roma

La Roma ha battuto 3 a 1 il Gand nella partita d'andata valida per il terzo turno preliminare dell'Europa League. Ad andare per prima in gol all'Olimpico era stata proprio la squadra belga, chiudendo in vantaggio il primo tempo. Nella ripresa la rimonta giallorossa. Non sembra proprio una 'mission impossible' per la squadra di Spalletti, che comincia senza strafare ma con il costante pallino delle operazioni. Guberti prova subito a conquistare la curva, Mexes al 6' si esibisce in acrobazia direttamente da corner, capitan Totti lotta, sbuffa, recupera palloni e al 10' consegna ad Okaka un'occasione che il compagno non capitalizza. Insomma, come si dice in queste occasioni, in campo pare esserci una sola squadra. Le apparenze pero' ingaggano, perche' i belgi non demordono e alla prima chance utile vanno addirittura in gol.
E' il 22' quando Thompson crossa e Mbaye inzucca in gol tutto solo nell'area romanista, lasciato libero da Riise, che stopper non e'. Nella ripresa la Roma spinge ma trova Jorgacevic sempre attento, al 3' su un rasoterra di Totti e al 5' su Motta dopo un grande scambio con Taddei. Il pari al 10' e' il giusto frutto di tanto lavoro: punizione dal limite, Pizarro invita Totti ed il capitano insacca, con la collaborazione di Mexes.
La Roma rischia al 23' su un errore di Artur, che costringe Mexes al salvataggio su Maric, poi si fa pericolosa con De Rossi e ottiene il sorpasso al 28', quando Totti, atterrato in area da Wils, ottiene e trasforma il rigore del 2-1. Spalletti cambia Okaka con Vucinic ed il montenegrino ripaga al 40' con una fuga che vale il definitivo 3-1 per la Roma, un risultato che mette al riparo da ogni insidia per la trasferta del 6 agosto in Belgio.

IL TABELLINO

ROMA-KAA GENT 3-1 (0-1)
Marcatori:23' pt Mbaye, 11' st e 27' st Totti, 40' st Vucinic

 
ROMA (4-4-2): Artur 5.5, Motta 6 (40' st Cassetti s.v.), Mexes 6.5, Riise 6, Tonetto 6; Taddei 6 (22' st Cerci 6.5), Pizarro 6.5, De Rossi 6, Guberti 6; Totti 7, Okaka 6.5 (33' st Vucinic 6.5).
A disposizione: Julio Sergio, Cassetti, Andreolli, Brighi, Cerci, Faty, Vucinic.
Allenatore: Spalletti 6

GENT (4-2-3-1): Jorgacevic 6, Grondin 6, Suler 5.5, Wils 5, Thompson 5; Smolders 5.5, Duarte 6; Azofeifa 6, Maric 5, Mbaye 6; Ljubijankic 5.5.
A disposizione: Boeckx, Hanstvelt, Custovic, El Ghanassy, Coulibaly, De Smet, Lepoint.
Allenatore: Preud'homme 6

Arbitro: Gomez Costa 5.5 (Por)
Assistenti: Miranda - Fernandes Braga (Por)
Quarto uomo: Soares Dias (Por)

Ammoniti: 29' pt Azofeifa, 44' pt Totti, 6' st Maric, 26' Mbaye
postato da: alwaysurbi alle ore luglio 31, 2009 00:00 | link | commenti
categorie: varie, riflessioni, news, calcio, storia, attualitĂ , beer, asr 1927, wwwaiutiamoedoardoit
giovedì, 30 luglio 2009

MATCH PROGRAM // TORNA LA ROMA!

Dopo due mesi di parole, comunicati e rumours torna il calcio giocato. Finalmente vedremo la nostra Roma in campo, e per due ore avremo la possibilità di dire la nostra nel posto più consono per esprimere il nostro pensiero sull'attuale condizione dell'Associazione Sportiva Roma 1927. Eh si, perchè se ne sono sentite di tutti i colori in questi mesi sulla società giallorossa: Fioranelli, libici, americani, russi...
Sarà il vero tema della partita l'umore del popolo giallorosso sul come ha assorbito questo periodo d'inattività. E allora Stadio Olimpico ore 20:45!

    SI RICOMINCIA !   

Il mercato tace, anche se Rosella Sensi continua a promettere qualche operazione, ma intanto nella giornata dei calendari della prossima serie A, la Roma si prepare a fare sul serio, assaporando il profumo d'Europa. Luciano Spalletti predica umiltà e chiama i suoi alla concentrazione: "Se i calciatori identificano questa come competizione di seconda fascia perchè ora ci sono cento nomi - mette in guardia il tecnico - si sbagliano. Passando due turni ridiventa di prima perchè ritroveremo anche quelle che vengono dalla Champions. E non bisogna dimenticare che chi si atteggia in maniera sbagliata poi sbatte sempre i denti". Le buone notizie arrivano da Totti (due gol nella partitella) e da Vucinic e Brighi, regolarmente convocati, dopo essersi allenati con il gruppo. I due partiranno comunque dalla panchina, mentre restano fuori il francese Menez e il brasiliano Baptista (oltre ai lungodegenti Perrotta, Cicinho, Aquilani, Juan e Doni). Ma quella che conta per l'allenatore toscano è l'atteggiamento di chi andrà in campo senza sottovalutare gli avversari: "Bisogna che nessuno consideri inferiori i belgi - ha aggiunto - Mi è successo di vincere ma anche spesso di perdere nel calcio, e so che la prima qualità di cui c'è bisogno si chiama assoluto rispetto. Dobbiamo far valere la nostra superiorità e passare il turno. Il Gand è una squadra ordinata che sa stare in campo. Queste sono formazioni che hanno un concetto di assieme e non lasciano spazi". La prima Roma dell'anno andrà in campo con il classico 4-4-2, con Artur in porta. L'anno scorso si è ritrovato a fare il primo nel momento più difficile del campionato: Motta e Tonetto saranno i laterali nella difesa con Mexes e Riise centrali, De Rossi, come confermato dallo stesso Spalletti, sarà rischiato a centrocampo al fianco di Pizarro, con Taddei e Guberti sulle fasce, e il duo davanti Okaka-Totti. Ma in casa Roma l'argomento è sempre il mercato, al momento tutto è fermo, anche se il tecnico confessa di gradire l'eventuale arrivo di Cruz: "È forte, completo, ci interessa. Poi fanno testo i nostri numeri - ha ammesso in conferenza stampa - Se ci rientra bene, altrimenti niente. Dobbiamo stare attenti anche al tetto dei contratti. C'era anche prima, in alcuni casi è stato sforato. Adesso si vede che è un pò più rigido". Possibilista anche la Sensi che ha promesso qualche colpo entro la fine del mercato. "La Roma dovrà essere attiva - ha spiegato - fino ad ora abbiamo fatto poco. Ce la metteremo tutta per concludere qualcosa entro la fine di agosto. Noi i sacrifici li facciamo sempre, ma con equilibrio e raziocinio". Intanto la testa è già al campionato, con una partenza non certo facile per la squadra giallorossa. La prima, fuori casa, contro il Genoa e poi la Juve all'Olimpico. "Un avvio tutto in salita - ha aggiunto la Sensi - Con la Juve sarà durissima, ma almeno non abbiamo beccato il derby alla prima". Ma stasera è già tempo d'Europa, e la Roma potrà contare ancora una volta sul suo capitano, Francesco Totti, gasato dal nuovo contratto e pronto a suonare la carica ai compagni

    STADIO OLIMPICO ORE 20.45                         
PROBABILI FORMAZIONI ROMA-GENT

ROMA (4-4-2): Artur; Motta, Mexes, Riise, Tonetto; Taddei, De Rossi, Pizarro, Guberti; Okaka, Totti. A disp.: Julio Sergio, Andreolli, Antunes, Cassetti, Brighi, Cerci, Esposito, Faty, Vucinic, Pena. All: Spalletti.

GAND (4-4-2): Jorgacevic; Grondin, Suler, Wils, Hanstveit; Smolders, Lepoint, Azofeifa, Maric; Mbaye, Ljubijankic. A disp.: Boeckx, Thompson, Duarte, Custovic, El Ghanassy, Coulibaly, N'Diaye. All: Preud'homme.

 ARBITRO: Paulo Manuel Gomes Costa (Por).

SUL GUARDIAN CONTINUA LA POLEMICA CONTRO GLI U2

GAGLIOFFI, POI NON DITE CHE SONO SOLO IO!

Paul Lester, collaboratore del quotidiano britannico, evidenzia la contraddizione incarnata dagli U2: da una parte si proclamano il gruppo più impegnato del mondo nelle questioni sociali, dall’altra causano disagi e inquinamento per la massiccia e sfarzosa produzione del loro tour 360°.
A Dublino, la loro città, i residenti dell’area limitrofa allo stadio di Croke Park hanno protestato contro i lavori ininterrotti, due giorni di seguito, per smontare l’enorme palco-artiglio, con un via vai incessante di camion.
L’artiglio, una specie di cyber-granchio, è la struttura più enorme mai costruita per un concerto rock: è alto il doppio della scenografia dei Rolling Stones per il tour A Bigger Bang. Ogni “zampa” del granchio ha il suo impianto audio, sufficiente di per sé per un’arena. La struttura è in acciaio e per trasportarla ci vogliono 120 camion.
Lester ricorda che durante il PopMart Tour alla fine degli anni 90, Bono & Co rimasero intrappolati sotto il limone gigante durante un concerto in Norvegia. Anche se il rock ci ha abituato a simili eccessi (il giornalista ricorda le stravaganze sul palco della Electric Light Orchestra o di Todd Rundgren, con tanto di piramide e drago), nessuno aveva mai osato tanto e una costruzione così fantasmagorica mal si addice a un predicatore come Bono, salvatore della terra, bacchettatore di governi inadempienti, ambientalista dichiarato ma forse anche un po’ ipocrita. Tanto dispiego di mezzi servirà forse a rilanciare le vendite dell’ultimo album “No Line On the Horizon”, le più basse della loro carriera?

 N O  C O M M E N T !

mercoledì, 29 luglio 2009

I BRAVI MAGGIORDOMI

  Our day will come! 

Maggiordomo, una parola italiana dall’evidente derivazione latina: il maggiore della casa, colui che la governa, ma per conto di altri. La casa, infatti, non è del maggiordomo, ma del suo padrone ed egli è considerato tanto più bravo quanto più riesce ad esaudirne tutti i desideri, meglio ancora se lo fa con grande discrezione, se la sua presenza è impercettibile e meglio ancora se sa muoversi anticipando addirittura l’ordine del padrone.
La casa in questione è la nostra povera Italia ed i maggiordomi sono i nostri governanti, a cominciare da Silvio Berlusconi. Il titolo di presidente del Consiglio dei ministri infatti non descrive pienamente la realtà, sarebbe meglio quello di maggiordomo: primo maggiordomo, per distinguerlo dai suoi “ministri della casa”.
La casa dal 1945 è infatti proprietà Usa, data in usufrutto al presidente yankee di turno: il padrone che il nostro maggiordomo non deve e non vuole scontentare.
Le dichiarazioni di Bossi dell’altro giorno sull’Afghanistan rischiavano di rovinare la giornata al signor Obama? Ci pensa Silvio.
Il nostro bravo maggiordomo ha chiamato le cucine ed ordinato a Frattini di farsi invitare alla cena organizzata l’altra sera a Bruxelles dall’inviato speciale di Obama per l’Afghanistan, Richard Holbrooke. Una richiesta fuori dal protocollo, visto che Frattini sarebbe stato l’unico ministro in una tavolata di ambasciatori, ma bisognava dare subito un segnale forte, anzi fortissimo, che nella casa tutto funziona secondo le volontà di Sua Signoria.
Poi Silvio ha chiamato il più ruvido dei suoi vice, Bossi, per “invitarlo” alla retromarcia e questi, per non sconfessare troppo Calderoli ha affidato il compito ai capigiardinieri della Lega, Cota e Bricolo, che hanno rinnovato l’atto di fedeltà al governo e quindi al padrone della casa.
“Con Bossi ci parlo io - aveva annunciato Berlusconi a Frattini - ma va dato immediatamente un segnale agli americani, a Obama”. Già questa è l’unica vera preoccupazione del governo italiano: mandare segnali oltre l’Atlantico, tranquillizzare il padrone di Washington.
Quel che è grave è che nei palazzi della politica italiana non abbiamo altro che maggiordomi. E questo era inevitabile dopo oltre sessanta anni durante i quali ogni carriera politica assomiglia sempre più ad una frequentazione di una scuola alberghiera.
Qualcuno, come Bossi, sembra aver preso il diploma con qualche debito e qualche volta è troppo ruvido, troppo diretto e magari dice pure quel che pensa e questo non lo farà mai promuovere primo maggiordomo.
Berlusconi, dal canto suo, è troppo spesso troppo invadente, le sue storie di gossip non sono degne della figura del buon maggiordomo, quale moltissimi film ci hanno fatto vedere.
Per questo Franceschini si è precipitato ad esternare tutta la sua fedeltà Usa. In pratica il segretario del Pd ha detto ad Obama: “Signor padrone, se licenzierà Silvio assuma me, il curriculum l’ho già spedito, da tempo”.

rinascita.Info

martedì, 28 luglio 2009

GLI U2 'RITORNANO' IRLANDESI E INFIAMMANO DUBLINO

 RITORNO ALLE  ORIGINI ?  

Gli U2 hanno incantato Dublino. La band irlandese ha infiammato le 80mila persone accorse venerdì scorso al Croke Park, il più grande stadio in Irlanda e punto di riferimento per il nazionalismo irlandese, per il primo dei tre concerti del loro “360 Tour” (il 25 c’è stato il secondo e ieri sera c'è stato il terzo). Gli U2 si sono esibiti dal gigantesco e avveniristico palco soprannominato The Claw (l’artiglio) progettato appositamente per la tournée e che permette al pubblico di vedere i musicisti da ogni lato.
Prima di prendere la scena, Bono ha esordito di fronte al proprio pubblico ironizzando sui precedenti spettacoli di Barcellona, Milano, Parigi, Nizza, Berlino e Amsterdam dicendo che sono state solo delle “prove” per i concerti di Dublino. E rivolgendosi ai tanti fan venuti addirittura dal Brasile e dal Giappone, ha detto: “Il miglior posto per vedere gli U2 dal vivo è proprio qui”. Un evento sempre atteso a Dublino, sebbene non c’è stato il solito sold out, cosa che non avveniva dal 1980. Bono e i suoi non hanno deluso i fan, caricandoli più che mai e glorificando l’Irlanda e gli irlandesi. “Siamo invincibili”, ha detto Bono riferendosi alla Hill 16, la parte dello stadio dove nel 1916 gli inglesi uccisero brutalmente decine di spettatori e di atleti durante una partita di calcio gaelico. “Dalle macerie della rivoluzione del 1916 – ha continuato Bono - hanno costruito un bellissimo stadio, e soprattutto hanno costruito un grande paese. Non c’è nulla che non si può fare se crediamo in noi stessi".

Finalmente un discorso per le genti d'Irlanda, quasi a voler esorcizzare il passato che ha visto il gruppo molto lontano dalle questioni del proprio Paese. Un modo per ribadir il proprio orgoglio nazionale, messo in dubbio da più di qualcuno...

Speriamo non sia solo una carezza interessata intrisa di retorica, visto il concerto tra le mure amiche della Capitale. Gli U2 attraverso il battage mediatico che li accompagna possono far molto per l'Irlanda, magari facendo aprire gli occhi alla comunità internazionale sulla questione nord irlandese....