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Nessun uomo è un'isola, completo in sé stesso; ogni uomo è un pezzo del continente, una parte del tutto. Se anche solo una zolla venisse lavata via dal mare, l'Europa ne sarebbe diminuita, come se le mancasse un promontorio, come se venisse a mancare una dimora di amici tuoi, o la tua stessa casa. La morte di qualsiasi uomo mi sminuisce, perché io sono parte dell'umanità. E dunque non chiedere mai per chi suona la campana: suona per te. ALWAYSURBI@YAHOO.IT / mio contatto MSN Messenger: alwaysurbi@hotmail.it
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" Molte cose non sono neppure tentate perché appaiono difficili; molte cose sembrano difficili soltanto perché non vengono osate". Wenzel Anton Kaunitz //CHE SIA SOLO L'INIZIO! "Ho speso molti soldi per alcool, belle donne e macchine veloci. Il resto l'ho sperperato. Beh, alcune cose me le sono lasciate sfuggire: Miss Canada, Miss United Kingdom, Miss Germany... Se io fossi nato brutto, non avreste mai sentito parlare di Pelé. Nel 1969 ho dato un taglio a donne e alcool. Sono stati i 20 minuti peggiori della mia vita. Ho smesso di bere, ma solo quando dormo" ORA RIPOSA GEORGE

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domenica, 31 maggio 2009

ROMA-TORINO 3-2: ORA IL FUTURO

Il Torino perde all'Olimpico con la Roma per 3-2 e va in serie B, ma il finale sarebbe stato lo stesso anche con una vittoria, per via del contemporaneo successo del Bologna contro il Catania per 3-1. Il Toro si presenta nella Capitale senza ben sei squalificati, dopo il finale di gara con rissa di una settimana fa contro il Genoa. Roma invece che da domani dovrà pensar a programmar la prossima stagione. Il dubbio è chi sarà ancora il timoniere di questa società, e soprattutto come...All'uscita dalla tribuna autorità, Rosella Sensi continua a ripeter la solita cantilena, ovvero: "Le notizie riguardo la società le continuerete ad apprendere solo tramite comunicati". Quindi al tifoso non resta che attendere, cosa non si sa. Se non sarà cambio di guardia alla testa della società, speriamo almeno in un cambiamento di rotta a livello mediatico, una delle tante lacune evidenziate a Trigoria e dintorni. Unica nota lieta di questo campionato? La sua fine!

FINALMENTE E' FINITO!

Camolese deve rinunciare a Ogbonna, Pisano, Diana, Pratali, Bianchi, Abate e Dzemaili, oltre agli indisponibili Corini, Zanetti, Stellone e Saumel. Spalletti deve far fronte alle assenze degli indisponibili Cicinho, Aquilani, Doni, Tonetto, Panucci, Baptista e degli squalificati Motta e Taddei. In extremis Juan va in tribuna, al suo posto Panucci. Si gioca in un clima surreale, e' troppo importante per il destino del Torino il risultato di Bologna-Catania. Cosi', quando dopo 5 minuti, dalle radioline i granata sentono del vantaggio dei rossoblu' sugli etnei, il pomeriggio del Toro comincia ad assumere contorni poco felici. La squadra di Camolese comunque fa la sua partita, e sul piano della grinta e della corsa mette sotto una Roma che invece appare gia' in vacanza. Il gol di Vailatti al 9' (gran tiro da fuori) e' il giusto premio al forcing granata. La reazione dei padroni di casa e' impalpabile, ma al 35' Menez inventa un destro micidiale da fuori area che pareggia i conti. Nella ripresa il Bologna segna il 3-1, e cala definitivamente la notte per i granata. La Roma prende il largo, al 29' va sul 2-1 con una perla di Vucinic (destro imprendibile da posizione defilata), e dieci minuti dopo Totti su rigore realizza il suo 178esimo gol in serie A, agganciando Boniperti tra i migliori bomber di sempre. Nel finale segna anche Ventola, che fissa il punteggio sul 3-2, ma ormai il verdetto per il Torino non cambia piu', l'anno prossimo sara' serie B. La Roma invece riparte dall'Europa League.

IL TABELLINO

ROMA-TORINO 3-2 (1-1)

MARCATORI: 9' Vailatti (T), 35' Menez (R), 74' Vucinic (R), 83' Totti (R), 88' Ventola (T)

ROMA (4-3-1-2): Artur 6; Cassetti 6, Mexes 5.5, Panucci 5.5, Riise 6; Perrotta 6 (26' Vucinic 6,5), De Rossi 6, Brighi 5.5; Pizarro 5,5; Totti 6 (92' Filipe sv), Menez 6 (59' D'Alessandro 6). All.: Spalletti 6

TORINO (3-5-1-1): Sereni 6; Rivalta 5,5 (73' D'Onofrio 6), Natali 6, Franceschini 5,5, Dellafiore 5,5; Colombo 6 (85' Di Loreto sv), Barone 6, Vailatti 6,5 (92' Suciu sv), Rubin 6; Rosina 7; Ventola 6,5. All. Camolese 6

ARBITRO: Damato 5.5

AMMONITI: Mexes e Panucci (R)

ESPULSI: Franceschini (T)

postato da: alwaysurbi alle ore maggio 31, 2009 20:37 | link | commenti
categorie: varie, riflessioni, news, calcio, storia, attualità, beer, asr 1927, wwwaiutiamoedoardoit, stagione in corso

MATCH PROGRAM // FINISCE UN CAMPIONATO MEDIOCRE. ORE DECISIVE PER L'AS ROMA

Ultimo turno di campionato oggi pomeriggio all'Olimpico (h 15:00), va in scena un match che ha molto poco da dire per i colori giallorossi, il Torino da par suo cercherà i tre punti a Roma per mantener accesa una flebile speranza di salvezza. Molto difficile sperare in un Catania motivato a tal punto da impensierir il Bologna affamato anch'esso di tre punti...Dicevamo, domenica che chiude un campionato mediocre per i nostri colori, da domani l'attenzione si sposterà inevitabilmente al futuro prossimo dell'AS Roma: in ballo la questione tecnica con uno Spalletti che vuol capire il progetto-Roma, e infine, ma soprattutto, il futuro societario che ad oggi ha ben poco di chiaro visto l'entrata di un altro protagonista in questa vicenda: Mediobanca. La sensazione è che tutto può succedere. Oggi tranquilli, perchè del doman non v'è certezza...

    TUTTI  IN ATTESA! 

C'è un ultimo impegno di campionato da rispettare, ma a Trigoria la testa è già proiettata all'incontro in programmna molto probabilmente mercoledì tra Rosella Sensi e Luciano Spalletti. Vertice che farà da spartiacque per il futuro giallorosso: almeno per quanto riguarda quello tecnico, perchè per definire meglio quello societario non basteranno i prosismi tre giorni. E ieri, sul futuro in giallorosso, è tornato di nuovo Spalletti pressato dai cronisti a Trigoria. "La Roma è un'attrazione incredibile per chi fa il mio lavoro. Con i ragazzi mi sembra di aver avuto un buon rapporto, poi ci può stare che il calciatore viva un momento particolare di vita e lo riporti all'interno dello spogliatoio e allora bisogna confrontarsi. Il fatto è che devo parlare con la dottoressa Sensi come lei deve parlare con con me. Ci siamo sentiti, parleremo a metà settimana. Una cosa la devo fare io, un paio lei, si cerca il momento per avere la tranquillità di spiegare bene quali devono essere i programmi, per il bene della Roma. Lei saprà che chiedermi, io saprò che dirle" Il nodo, come già trapelato nei giorni scorsi, è legato alla strattura della società, alla comunicazione interna, ai ruoli e le responsabilità di ognuno. Spalletti non ha dubbi. "L'essenziale è non fare confusione, servono punti fermi, paletti. Se non hai i punti fermi e se non si rende bene la conoscenza dei programmi, dei progetti... Se non c'è chiarezza assoluta, è difficile dare il contributo giusto. Si farà un discorso corretto. A me lavorare nella Roma fa molto piacere, ma non posso garantire che vinco il campionato. Se qualcuno garantisce che vince io mi faccio da parte. Se c'è invece un programma serio, trasparente, dove ci siano ruoli ben precisi e responsabilità, io me le prendo tutte le mie, si va e si gioca sempre per la vittoria, per la posizione più alta. Eppoi una volta si può anche arrivare sesti". Difficile dire se sarà un incontro risolutivo. "Vedremo quello che viene fuori, io non lo so" spiega il tecnico che poi torna sull'operato del presidente. "Secondo me la Sensi in questi anni è stata straordinaria: perchè noi abbiamo sempre riscosso puntualmente. Puntualmente. Questo è il messaggio più corretto da mandare ai calciatori". Intanto all'Olimpico arriva il Torino in cerca di punti-salvezza: ma Spalletti non farà sconti ai granata. "Giocheremo per la vittoria, come abbiamo sempre fatto. Serve per ringraziare il popolo giallorosso dell'affetto e del sostegno che ci ha sempre dato, anche quando le cose non sono andate bene: il dissenso va accettato. Ma dico che non è una stagione tutta da buttare, sono state fatte anche delle buone cose. Si deve fare meglio, ma non è una stagione disastrosa".

 LE PROBABILI FORMAZIONI DI ROMA-TORINO ORE 15:00  

                  

Roma-Torino sarà l’ultima disperata chance per il Toro di rimane in Serie A. I granata puntano al massimo bottino sperando nel contempo che il Bologna non passi al Dall’Ara contro il Catania. Il presidente Urbano Cairo, in questa calda settimana, ha fatto appello ai rossoazzurri perché giochino in modo corretto, onorando il campionato fino alla fine. Probabile, infatti, che un calo di motivazione possa indurre i siculi a prendere “sottogamba” la sfida con gli emiliani. Nella scorsa giornata, sconfitta per il Toro contro il Genoa, gara che finì in rissa, mentre la Roma ha trionfato a San Siro contro il Milan. La gara dell’andata venne vinta dai giallorossi, decisiva la rete di Baptista allo scadere.

Il Torino giocherà la sfida salvezza decimato dalle squalifiche. Ben 7 infatti i giocatori fermati dal giudice sportivo, fra cui Bianchi, Abate, Diana e Dzemaili, calciatori chiave per il gioco granata. In attacco dovrebbe quindi giocare Ventola unica punta, supportato da Rosina. Nella Roma, invece, oltre ai soliti infortunati di lungo corso, si aggiungono anche Motta e Taddei, entrambi squalificati. Formazione con il modulo 4-3-1-2, con Totti e Vucinic coppia d’attacco, supportati da Pizarro.

ROMA (4-2-3-1): Artur; Cassetti, Mexes, Juan, Riise; Perrotta, De Rossi, Brighi; Pizarro; Vucinic, Totti. A All. Spalletti
A disposizione: Julio Sergio, Filipe, Diamoutene, Loria, Montella, Menez, Baptista

Squalificati: Motta e Taddei
Indisponibili: Aquilani, Doni, Panucci, Tonetto, Cicinho

TORINO (3-5-1-1): Sereni; Di Loreto, Franceschini, Natali; Colombo, Vailatti, Barone, Saumel, Rubin; Rosina, Ventola. All. Camolese
A disposizione: Calderoni, Rivalta, Suciu, D'Onofrio, Abbruscato, Dellafiore, Gasbarroni

Squalificati: Ogbonna, Pisano, Bianchi, Diana, Pratali, Abate, Dzemaili
Indisponibili: Corini, P.Zanetti, Stellone

Arbitro: Damato di Barletta

postato da: alwaysurbi alle ore maggio 31, 2009 09:54 | link | commenti
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sabato, 30 maggio 2009

CIAO AGO, PORTABANDIERA DI UN CALCIO CHE NON C'E' PIU'

30 Maggio una data che nella storia della Roma ha voluto dire tante cose. Purtroppo una storia quella legata a questa data che ha voluto dire soprattutto lacrime e tristezza. Era il 30 Maggio 1984 quando la Roma straordinaria di Nils Liedholm, alla sua prima partecipazione nella sua storia nella Coppa dei Campioni (quella vera...), riusci ad arrivare nella finale di Roma per poi lasciare quella Coppa agli inglesi del Liverpool. Lacrime e rabbia per quello che sarebbe potuto essere e non è stato.

    Quando il destino si fa beffa della storia     

Ancora il destino sembra giocare con questa infausta data per i colori giallorossi. 30 Maggio 1994 il capitano di quella grande Roma, Agostino Di Bartolomei, si uccide con un colpo di pistola al cuore nella sua villa a San Marco di Castellabate, in provincia di Salerno. Una morte che ha colto tutti di sorpresa, lasciato tutti nello sgomento, mostrato la fragilità del campione davanti al "buco nero" che spesso si apre una volta appesi gli scarpini. Una scuola calcio fondata nel paesino di San Marco, con qualche problema economico, ma con la passione di lavorare con i giovani, nel cuore però sempre vivo il desiderio di tornare nel calcio che conta, come allenatore o dirigente, magari nella "sua" Roma; tanti contatti, progetti, promesse non mantenute, nessuno disposto ad offrirgli nulla, a lui così timido per chiedere qualcosa in modo diretto. Il giorno dei funerali la moglie Marisa si sfoga contro il mondo del calcio che ha chiuso la porta in faccia ad Agostino, dimenticandosi di quanto lui avesse fatto in campo da protagonista, «un mondo a cui lui ha dato tutto, che l'ha vigliaccamente tradito». Da quel giorno tutti quelli che lo conoscevano si sono interrogati almeno una volta sul loro rapporto con Agostino, hanno rivissuto mentalmente l'ultimo incontro o l'ultima conversazione telefonica, hanno provato invano a cercare un perché ad una tragedia che ha segnato la coscienza di molti. E' la storia di "un campione troppo solo", ma troppo orgoglioso per mostrarsi debole. E' la storia di un campione e della sua città, dai campetti dell'oratorio a Tormarancia al provino per entrare nelle giovanili della Roma sotto gli occhi del "mago" Herrera, dall'esordio in prima squadra all'incontro con il suo "maestro" Liedholm, dalla vittoria dello scudetto con la maglia giallorossa e la fascia di capitano al braccio alla sconfitta per eccellenza contro i "Reds". Soprattutto è la storia della Roma, bella o brutta che sia è la storia di tutti noi. Noi che il 30 Maggio alziamo gli occhi al cielo.

NO A QUESTA EUROPA! IL 6/7 GIUGNO VAI AL MARE

Votare per l’europarlamento è contrario agli interessi dei cittadini europei: tra Bruxelles, Lussemburgo e Strasburgo si è insediato in realtà - in pianta purtroppo stabile - un infame Circo Barnum. Dove 732 - poi 751 – prossimi, inutili ma dispendiosi “eletti†non contano nulla, non fanno nulla, non decidono nulla, se non incassare laute prebende e stipendiare coorti di portaborse. I poteri dell’europarlamento sono ridottissimi e comunque subordinati alle decisioni dei vertici, dei governi e dei commissari di Bruxelles. La stessa Unione Europea, la pletorica e burosaura Ue, peraltro, è una costruzione costosissima, inutile e per di più deleteria: ha ceduto illegittimamente ogni sovranità dei suoi popoli ad enti fantasma guidati da direttive extra-europee. La sovranità finanziaria è stata ceduta alla speculazione e alle banche, la sovranità monetaria alla cosiddetta Banca Centrale Europea (Bce) a sua volta controllata dalla finanza di Wall Street e della City, la sovranità commerciale è affidata alle lobbie delle multinazionali senza patria, la sovranità politica è dei governi di Washington, Londra e Tel Aviv, la sovranità militare è stata delegata a una Nato totalmente dominata dagli americani e dispiegata nei quattro angoli del pianeta. Più che decidere quanto sia “european correct†la lunghezza di una zucchina o la quota di produzione del latte di ogni nazione, nessuna decisione vera, nell’Ue, è possibile. Anzi: i trattati internazionali imposti dagli Usa ma dagli Usa e dai suoi gendarmi non osservati impongono guerre “umanitarie†di aggressione nei quattro angoli del pianeta; proibiscono la produzione nucleare di nazioni indipendenti ritenute ostili e chiudono gli occhi sulla proliferazione atomica di Paesi guerrafondai “amici†(Tnp); limitano il commercio europeo e annullano ogni protezione ai beni prodotti in Europa (Omc); liberano le grandi potenze da ogni limite (di tutela ambientale, di sfruttamento delle risorse, di sovranità nazionale sui mari, sui cieli e sulle terre emerse), limiti imposti al contrario ai popoli europei e a quelli emergenti; distruggono la politica solidale europea imponendo la cosiddetta “tolleranza†con quel mescolamento multiculturale che mina le identità nazionali, rende gli uomini schiavi e merce di scambio dei consumi annullando i valori stessi della convivenza tra cittadini; distruggono ogni contratto sociale fondato sui doveri e quindi sui diritti dei lavoratori. Tutto nel nome di un liberismo predatore costruito sulla precarietà, sulla flessibilità, sulla mobilità, sulle delocalizzazioni: in una parola sulla totale deregolamentazione del Lavoro e sulla rapina di ogni sovranità della stessa persona umana o delle comunità nazionali alle quali appartiene. <br>I popoli europei debbono affossare al più presto questa filiale atlantica chiamata Unione Europea (e sprezzantemente ‘dotata’ anche di una “bandiera†da colonia anglo-americana). Cominciando a respingere ai mittenti quel vergognoso “Trattato di Lisbona†di direttiva atlantica che governi e parlamenti “embedded†tentano di imporre clandestinamente senza ricorrere al consenso dei cittadini.<br>Di questa Europa suddita facciamo volentieri a meno. Noi vogliamo costruire un’Europa vera, che sia la nostra più grande patria: da Dublino a Vladivostok, un’Europa gelosa della propria civiltà e del proprio destino, della propria indipendenza e della propria giustizia sociale.<br>

Votare per l’europarlamento è contrario agli interessi dei cittadini europei: tra Bruxelles, Lussemburgo e Strasburgo si è insediato in realtà - in pianta purtroppo stabile - un infame Circo Barnum. Dove 732 - poi 751 – prossimi, inutili ma dispendiosi “eletti” non contano nulla, non fanno nulla, non decidono nulla, se non incassare laute prebende e stipendiare coorti di portaborse. I poteri dell’europarlamento sono ridottissimi e comunque subordinati alle decisioni dei vertici, dei governi e dei commissari di Bruxelles. La stessa Unione Europea, la pletorica e burosaura Ue, peraltro, è una costruzione costosissima, inutile e per di più deleteria: ha ceduto illegittimamente ogni sovranità dei suoi popoli ad enti fantasma guidati da direttive extra-europee. La sovranità finanziaria è stata ceduta alla speculazione e alle banche, la sovranità monetaria alla cosiddetta Banca Centrale Europea (Bce) a sua volta controllata dalla finanza di Wall Street e della City, la sovranità commerciale è affidata alle lobbie delle multinazionali senza patria, la sovranità politica è dei governi di Washington, Londra e Tel Aviv, la sovranità militare è stata delegata a una Nato totalmente dominata dagli americani e dispiegata nei quattro angoli del pianeta. Più che decidere quanto sia “european correct” la lunghezza di una zucchina o la quota di produzione del latte di ogni nazione, nessuna decisione vera, nell’Ue, è possibile. Anzi: i trattati internazionali imposti dagli Usa ma dagli Usa e dai suoi gendarmi non osservati impongono guerre “umanitarie” di aggressione nei quattro angoli del pianeta; proibiscono la produzione nucleare di nazioni indipendenti ritenute ostili e chiudono gli occhi sulla proliferazione atomica di Paesi guerrafondai “amici” (Tnp); limitano il commercio europeo e annullano ogni protezione ai beni prodotti in Europa (Omc); liberano le grandi potenze da ogni limite (di tutela ambientale, di sfruttamento delle risorse, di sovranità nazionale sui mari, sui cieli e sulle terre emerse), limiti imposti al contrario ai popoli europei e a quelli emergenti; distruggono la politica solidale europea imponendo la cosiddetta “tolleranza” con quel mescolamento multiculturale che mina le identità nazionali, rende gli uomini schiavi e merce di scambio dei consumi annullando i valori stessi della convivenza tra cittadini; distruggono ogni contratto sociale fondato sui doveri e quindi sui diritti dei lavoratori. Tutto nel nome di un liberismo predatore costruito sulla precarietà, sulla flessibilità, sulla mobilità, sulle delocalizzazioni: in una parola sulla totale deregolamentazione del Lavoro e sulla rapina di ogni sovranità della stessa persona umana o delle comunità nazionali alle quali appartiene.
I popoli europei debbono affossare al più presto questa filiale atlantica chiamata Unione Europea (e sprezzantemente ‘dotata’ anche di una “bandiera” da colonia anglo-americana). Cominciando a respingere ai mittenti quel vergognoso “Trattato di Lisbona” di direttiva atlantica che governi e parlamenti “embedded” tentano di imporre clandestinamente senza ricorrere al consenso dei cittadini.
Di questa Europa suddita facciamo volentieri a meno. Noi vogliamo costruire un’Europa vera, che sia la nostra più grande patria: da Dublino a Vladivostok, un’Europa gelosa della propria civiltà e del proprio destino, della propria indipendenza e della propria giustizia sociale.

rinascita.Info

venerdì, 29 maggio 2009

BANCA UNICREDIT METTE FRETTA ALLA FAMIGLIA SENSI: "O I SOLDI O LA ROMA"

Potrebbe esser la svolta sulla presunta vendita della società As Roma, che in questi giorni ha monopolizzato l'attenzione di tutti i media nostrani. Banca Unicredit ha convocato in sede le tre sorelle Sensi, per comunicare che il piano di rientro dal debito nei confronti dell'istituto di credito si è rivelato completamente infruttuoso. Ricordiamo anche che Italpetroli ha disatteso anche la scadenza di dicembre 2008 (allora si parlava di circa 130 come prima tranche), ora la Banca accertato che difficilmente la holding della famiglia Sensi potrà onorare il debito con altri asset e ha indirizzato le proprie attenzioni sull'unico asset in mano al gruppo di Villa Pacelli in grado di far rientrar in modo celere il debito contratto. Indovinate un pò? L'AS Roma! 

 BASTA CHIACCHIERE ! Roma, Fioranelli rinvia. Voci dalla Libia

Unicredit si muove. Dopo essere rimasta per lungo tempo alla finestra, la banca guidata dall'ad Alessandro Profumo, che vanta nei confronti della Italpetroli della famiglia Sensi (holding che detiene anche la partecipazione di maggioranza della As Roma) un credito valutato attorno ai 300 milioni di euro, ieri, è scesa in campo per fare sentire la sua voce. Nella mattinata Rosella Sensi e una delle due sorelle sono state invitate nella sede di Unicredit. A riceverle, secondo quanto risulta a Il Tempo, l'amministratore delegato di Unicredit-Banca di Roma, Paolo Fiorentino, che ha messo subito al centro della discussione la situazione del debito della società calcistica. Non sarebbe stata intimata nessuna scadenza e nessuna richiesta di rientro perentorio dei fidi concessi a Italpetroli. Unicredit sta esercitando una chiara «moral suasion», sollecitando la famiglia a cominciare a mettere in campo una soluzione per trovare la liquidità necessaria a onorare gli impegni bancari.

Un pressing delicato, insomma, mosso dalla esigenza della tutela dei crediti della banca in un momento di crisi economica come quella attuale. Una prassi seguita un po' con tutti i clienti esposti ma che segna una discontinuità rispetto al passato. Finora il gruppo di Piazza Cordusio non era mai entrato in maniera così diretta nel merito del problema. Da ieri la l'istituto di credito ha messo in chiaro che il compito di Rosella Sensi è da subito reperire le risorse. Da qualunque parte arrivino. Sì, perché Fiorentino avrebbe specificato che l'obiettivo della banca non è quello di veder passare di mano un asset piuttosto che un altro. Tradotto: nessuna preferenza se la cessione interesserà i depositi di Civitavecchia, piuttosto che i terreni di Torrevecchia o la As Roma. La cosa che interessa la banca oggi è solo ottenere il cash.

La Sensi avrebbe manifestato una certa resistenza sulla cessione del club giallorosso ma l'accelerazione imposta da Unicredit potrebbe essere generata dall'individuazione di un nuovo potenziale investitore in grado di rilevare la società calcistica. Che in ogni caso non dovrebbe essere Fioranelli. Un soggetto sulla cui solidità finanziaria Unicredit continuerebbe a nutrire un serio scetticismo. Nonostante questo l'agente italo-svizzero è tornato nella Capitale e continua a lavorare insieme ai suoi avvocati sull'affare. «Il gruppo che rappresento - ha spiegato a Radio Incontro ieri il legale di Fioranelli, Enrico De Santis - è pronto a subentrare. Non so dire lo stesso per quanto riguarda la controparte. Fioranelli non ha mai detto che è solo un mediatore, ma metterà lui stesso i soldi insieme a Flick». Ma per ora resta tutto in stallo. Non sono impossibili novità sul caso ma nessuna clamorosa accelerazione.

Secondo quanto risulta a Il Tempo sarebbe stata esclusa la possibilità da parte di Unicredit di acquisire in pegno le azioni della As Roma a garanzia del credito. Una soluzione di rottura che in questo momento non gioverebbe al clima che si respira attorno alla vicenda. Per ora è esclusa anche la possibilità di nominare il garante di Unicredit nella As Roma, Roberto Cappelli, già presente come consigliere nel cda della società calcistica, alla carica di amministratore. Intanto ieri mattina il cda della Roma ha approvato la relazione mensile chiusa al 30 aprile: la posizione finanziaria netta consolidata positiva per 18,5 milioni di euro, in calo rispetto ai 31,7 milioni di fine marzo, mentre quella separata di As Roma è pari a 12,7 milioni di euro. Ma la Sensi non vuole mollare e oggi annuncerà il rinnovo di contratto di Juan (sul quale ci sarebbe l'interesse del Milan) dopo quello di Aquilani.

In attesa di Fioranelli, Unicredit attacca
e la Sensi rilancia con Mediobanca.......

Ore 17:13 Doveva essere il giorno giusto, quello dell'offerta della cordata Fioranelli per accaparrasi il pacchetto di maggioranza dell'As Roma. Siamo in attesa di un comunicato dell'ex agente Fifa che dovrebbe ufficializzare la sua proposta. Non sappiamo ancora , però, se questo arriverà. Per ora, ai tifosi non resta che accontentarsi dell'ennesima nota ufficiale dei Sensi: un'alzata di scudi a difesa del fortino, l'ennesimo disperato tentativo di non cedere il contriollo. Pressata da Unicredit, Rosella si è rivolta all'amico fidato, un certo Geronzi, che già l'aveva consigliata ai tempi in cui presiedeva il Banco di Roma. Una "guerra" tra banche? lo scenario si fa interessante. Archiviato il campionato, la partita si sposta sui campi dell'alta finanza.  

Ecco quanto di legge nel comuncato di Italpetroli: "Con riferimento alle notizie diffuse in data odierna da alcuni organi di stampa, in merito all'incontro avvenuto nella giornata di ieri tra i rappresentanti di Unicredit e quelli di Compagnia Italpetroli, si precisa che questi ultimi, in tale incontro, hanno informato UniCredit di avere avviato dei contatti con Mediobanca ed hanno comunicato l’intenzione di Compagnia Italpetroli di avvalersi della stessa per studiare le migliori modalità per gestire l’attuale situazione debitoria nei confronti del ceto bancario".