PENSIERO UNICO

Utente: alwaysurbi
Nessun uomo è un'isola, completo in sé stesso; ogni uomo è un pezzo del continente, una parte del tutto. Se anche solo una zolla venisse lavata via dal mare, l'Europa ne sarebbe diminuita, come se le mancasse un promontorio, come se venisse a mancare una dimora di amici tuoi, o la tua stessa casa. La morte di qualsiasi uomo mi sminuisce, perché io sono parte dell'umanità. E dunque non chiedere mai per chi suona la campana: suona per te. ALWAYSURBI@YAHOO.IT / mio contatto MSN Messenger: alwaysurbi@hotmail.it
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" Molte cose non sono neppure tentate perché appaiono difficili; molte cose sembrano difficili soltanto perché non vengono osate". Wenzel Anton Kaunitz //CHE SIA SOLO L'INIZIO! "Ho speso molti soldi per alcool, belle donne e macchine veloci. Il resto l'ho sperperato. Beh, alcune cose me le sono lasciate sfuggire: Miss Canada, Miss United Kingdom, Miss Germany... Se io fossi nato brutto, non avreste mai sentito parlare di Pelé. Nel 1969 ho dato un taglio a donne e alcool. Sono stati i 20 minuti peggiori della mia vita. Ho smesso di bere, ma solo quando dormo" ORA RIPOSA GEORGE

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mercoledì, 31 dicembre 2008

BUON ANNO A TUTTI...

Buon Anno a tutti gli uomini di buona volontà!
       Always Urbi riaprirà i battenti il 2 gennaio 2009. Auguri!  

KEEP ON ROCKIN' IN THE FREE WORLD: METTI UNA SERA A CENA BONO E CHRIS MARTIN...

Martedì 23 Dicembre a Dublino gli U2 hanno festeggiato il Natale con parenti e amici in un noto ristorante della capitale. Fra i tanti ospiti al Bentleys Oyster Bar & Grill anche i Coldplay...

I due gruppi che si contenderanno il trono di band più importante del pianeta (vista l’imminente uscita della nuova fatica discografica dei quattro di Dublino) si sono incontrati a pochi giorni dai concerti irlandesi dei Coldplay al “Bentleys Oyster Bar & Grill”.
Da una parte una rockstar con sette vite ed una pellaccia dura ma segnata dal tempo, dall’altra lo scanzonato istrione che con “Viva la vida or death and all his friends” è il trionfatore dell’anno musicale appena trascorso.
Chris Martin ha speso sempre parole di stima nei confronti di una delle band che più l’ha influenzato. Mr. Bonovox, però, tiene come un matto alla riconquista del mondo rock e vuole che gli U2 siano ancora affamati. Secondo voi cosa si saranno detti? Proviamo un attimo a chiudere gli occhi e ad immaginare di esser lì con loro.

Bono: “Il vostro disco mi è piaciuto davvero, anche se non penso che sareste mai arrivati fin lì senza Brian Eno. E senza The Edge, che a quanto pare il vostro chitarrista ha studiato alla perfezione”.
Martin: “Già, ma almeno Edge non ci ha fatto causa! Penso che la grandezza di una band sia trovare il proprio suono filtrandolo attraverso tutte le proprie influenze. Voi a chi vi siete ispirati?”
Bono: “Veramente a noi è accaduto il contrario. Abbiamo creato gli U2 dal nulla perché eravamo musicisti abbastanza scarsi per suonare “come” qualcun altro. Poi abbiamo riscoperto le nostre radici”.
Martin: “Sono curioso di ascoltare il vostro nuovo disco, e di vedere se sarà bello come il nostro...”
Bono: “Piano pivellino, questi quattro vecchietti hanno ancora la rabbia di un gruppo esordiente”.
Martin: “Beh, se non ti dispiace, intanto brinderei al 2008... l’anno dei Coldplay!”
Bono: “Ci sto. Ma ripresentati anche il prossimo anno, casomai che bisognerà indirizzare il brindisi a qualche altra band. Sai, canto in un gruppo che secondo me promette bene!”
Martin: “Al prossimo anno allora, sperando che non ci ricamino sopra…” Musicalnews.com

postato da: alwaysurbi alle ore dicembre 31, 2008 15:41 | link | commenti
categorie: varie, musica, cultura, riflessioni, news, storia, irlanda, attualitĂ , beer, u2 , wwwaiutiamoedoardoit

FESTEGGIATE IL PIU' POSSIBILE STASERA, PERCHE' DEL DOMAN NON V'E' CERTEZZA...

"Anche se dovessimo vedere alcuni concreti elementi di ripresa il 2009 sara' un anno da dimenticare". Il Financial Times vede cosi' le prospettive dell'economia internazionale per il prossimo anno.

Nelle sue consuete previsioni di fine anno, redatte dai giornalisti del quotidiano finanziario, FT stima che ''la recessione proseguira' in Usa, Gran Bretagna, Spagna e Irlanda mentre ne potrebbero uscire le altre economie europee ed il Giappone. In ogni caso qualsiasi cosa succeda, il 2009 non sara' buono. Per tutte le economie i temi dominanti saranno i tagli dei tassi d'interesse e delle tasse e la disoccupazione che metteranno in secondo piano gli aumenti dei redditi reali ad il calo dei prezzi delle materie prime''.

Secondo il Financial Times ''l'incertezza sara' la parola chiave dell'anno, rendendo ogni previsione precaria, ma ci sono ancora buone possibilita' che l'aumento dei redditi sara' una forza positiva molto potente per le economie europea e giapponese nella seconda meta' dell'anno. Ci sono pero' altrettante possibilita' che il mondo possa entrare in una trappola di debito-deflazione anche se si spera che le autorita' faranno di tutto per evitarla''.

Fiducia nel nuovo presidente Usa Barack Obama la cui politica ''potrebbe fermare la recessione e mettere le basi per una ripresa'' ma ''si potra' parlare di un secondo New Deal solo se verra' introdotto anche in Usa il sistema sanitario nazionale universale'' senza il quale ''la storia non avra' un New deal comparabile con quello di Roosvelt''.

Sul fronte industriale, il quotidiano punta l'attenzione sul settore auto prevedendo che dalle ''big three'' si passera' a solo due grandi case automobilistiche americane con ''Chrysler che sara' ovviamente la vittima''.

In generale, per l'economia ''anche se dovessimo vedere alcuni concreti elementi di ripresa il 2009 sara' un anno da dimenticare''.

Per quanto riguarda la geopolitica, il giornalisti del Financial Times, vedono un 2009 in cui non ci sara' la pace tra Israele e Palestina, anche se l'amministrazione Obama mostrera' piu' impegno su questo fronte, non terminera' l'embargo su Cuba e non verra' bombardato l'Iran. L'anno prossimo, pero', secondo FT potrebbe essere ricordato per la prima vita artificiale con la creazione in laboratorio della prima cellula vivente.

martedì, 30 dicembre 2008

SOCIAL-DEGENERATION: I BOSS MAFIOSI SBARCANO SU FACEBOOK

    Vuoi veder che a forza di massacrarci con fiction e film a tema...  

Palermo - Cosa nostra sbarca su Facebook. Non come gruppo organizzato, ma come singoli gruppi, neanche tanto piccoli quanto a numero di iscritti, che si ispirano ai principali boss mafiosi, dal latitante Matteo Messina Denaro agli , almeno un tempo, Bernardo Provenzano e Totò Riina. Segno dei tempi che cambiano, certo. Un tempo utilizzare nome e immagini dei capimafia, sia pure in modo virtuale come avviene sul social network, sarebbe stato impensabile, un oltraggio intollerabile per la dignità dei boss. E invece oggi questa è una realtà. Una realtà che a metà tra lo scherzo e la sincera ammirazione raccoglie migliaia di iscritti.

Riina il più gettonato Il capo dei capi era ed è rimasto Salvatore Riina, detto anche . Sono alcune decine i profili che si rifanno a lui, il corleonese più famoso, con centinaia e centinaia di sostenitori. C’è pure il gruppo , che conta ben 133 aderenti, con commenti ironici – se di ironia si può parlare visto il tema – sulle stragi, su eroi dell’antimafia tipo il generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, sulla grandezza dei superboss.

"Provenzano santo" Decine di identità anche per l’inafferrabile finito in manette nell’aprile del 2006, Bernardo Provenzano. Anzi, sarà per i santini, sarà per la Bibbia trovata nel suo covo di Montagna dei cavalli, a Corleone, c’è anche un gruppo che conta ben 152 aderenti che propone la di Binnu ‘u tratturi, questo il suo soprannome. Naturalmente c’è il fan club, che conta 201 iscritti. E anche il sito dedicato ai sosia, ricordo di quando – per davvero – un uomo, il portiere di uno stabile della zona residenziale di Palermo, fu bloccato e tenuto per ore in questura perché somigliava in modo impressionante agli identikit del boss realizzati al computer. Non solo. Bernardo Provenzano conta infatti diversi siti, quasi tutti con le immagini recenti, quelle diramate dopo il suo arresto. Anche qui, complimenti, lodi del tipo “Provenzano è grande”, persino gli auguri di Natale.

Il latitante Non poteva mancare, su Facebook, il più giovane e tecnologico dei boss in carriera, quel Matteo Messina Denaro che usciti di scena Riina e Provenzano, è adesso in cima alla lista dei latitanti siciliani ricercati. Pure Messina Denaro, tuttora uccel di bosco, ha tre profili con foto e qualche altro senza immagine che portano il suo nome. Forse perché il fatto che sia in libertà desta qualche dubbio, i toni usati da chi contatta Matteo Messina Denaro sono più morbidi rispetto a quelli utilizzati con gli altri due capimafia. Qualcuno chiede quasi con deferenza: , e c’è anche chi si dice onorato per essere stato accettato tra gli amici.                                

lunedì, 29 dicembre 2008

I LEADER MENTONO, I CIVILI MUOIONO, E LE LEZIONI DELLA STORIA VENGONO IGNORATE

Welcome to Osservatorio Iraq

di Robert Fisk
The Independent, 29 dicembre 2008

Siamo talmente assuefatti alle carneficine del Medio Oriente che non ci preoccupiamo più – in modo da non offendere gli israeliani. Non è chiaro quanti dei morti di Gaza siano civili, ma la risposta dell’amministrazione Bush, per non far menzione della reazione pusillanime di Gordon Brown, riafferma per gli arabi quello che conoscono da decennni: in qualunque modo essi combattano contro i loro avversari, l’Occidente si schiererà dalla parte di Israele. Come al solito, il bagno di sangue è stato colpa degli arabi – che, come ben sappiamo tutti, capiscono solo le maniere forti.

Mai dal 1948, avevamo sentito queste sciocchezze da  parte degli israeliani – proprio come I nazionalisti arabi e poi gli islamisti arabi hanno messo in giro le loro bugie: quella che il "carro della morte" sionista sarà rovesciato, che tutta Gerusalemme sarà "liberata". E sempre Bush senior o Clinton o Bush junior o Blair o Brown hanno fatto appello a entrambe le parti per esercitare la "moderazione" – come se sia i palestinesi che gli israeliani avessero gli F-18 e i carri armati Merlava e l’artiglieria da terra. I razzi fatti in casa di Hamas hanno ucciso solo 20 israeliani in otto anni, ma un blitz di un giorno da parte dell’aviazione israeliana che uccide quasi 300 palestinesi è solo la norma.

Lo spargimento di sangue segue la sua routine. Si, Hamas ha provocato la rabbia di Israele, così come Israele ha suscitato la rabbia di Hamas, che è stata provocata da Israele, che è stata provocata da Hamas, che... Capito cosa intendo? Hamas spara razzi verso Israele, Israele bombarda Hamas, Hamas spara più razzi e Israele bombarda di nuovi e... Chiaro? E noi chiediamo sicurezza per Israele – giustamente – ma trascuriamo questo massacro enorme e del tutto sproporzionato da parte di Israele. È stata Madeleine Albright a dire una volta che Israele era "sotto assedio" – come se i tank palestinesi fossero nelle strade di Tel Aviv.

Dalla scorsa notte, il tasso di cambio si è collocato a 296 palestinesi morti per un israeliano morto. Nel 2006, era di dieci libanesi morti per un israeliano morto. Questo fine settimana è stato il tasso di cambio più inflazionistico in un singolo giorno da – la Guerra mediorientale del 1973? La Guerra dei sei giorni del 1967? La Guerra di Suez del 1956? La Guerra di indipendenza/Nakba del 1948? È vergognoso, un gioco macabre – che Ehud Barak, il ministro della Difesa israeliana, ha ammesso inconsapevolmente questa settimana, parlando a Fox Tv. "Abbiamo intenzione di cambiare completamente le regole del gioco", ha detto Barak.

Esattamente. Solo le "regole" del gioco non cambiano. Questo è uno scostamento ulteriore nel cambio arabi-israeliani, una variazione percentuale più imponente che negli scontri azionari di Wall Street, sebbene ciò non interessi molto negli Stati Uniti che – permetteteci di ricordarlo – hanno fabbricato gli F-18 e i missili Hellfire che l’amministrazione Bush ha pregato Israele di usare con moderazione.

Molti dei morti di questa settimana sembra siano stati membri di Hamas, ma cosa si immagina di risolvere? Hamas dirà: "Uau, questo blitz è imponente – faremmo meglio a riconoscere lo stato di Israele, metterci in linea con l’Autorità palestinese, abbandonare le armi e pregare di essere presi prigionieri e messi in galera a tempo indeterminato e sostenere uno nuovo 'processo di pace’ americano in Medio Oriente!" È quello che gli israeliani e gli americani e Gordon Brown pensano che Hamas farà?

Si, ricordiamo il cinismo di Hamas, il cinismo di tutti I gruppi islamici militanti. Il loro bisogno di martiri musulmani è cruciale, così come per Israele il bisogno di crearli. La lezione che Israele pensa di stare impartendo – ubbidisci o ti annienteremo – non è la lezione che Hamas sta imparando. Hamas ha bisogno di violenza per dare enfasi all’oppressione dei palestinesi – e fa affidamento su Israele perché la garantisca. Pochi razzi in Israele e Israele risponde.

Non una lamentela da Tony Blair, l’inviato di pace in Medio Oriente che in questa vita non è mai stato a Gaza. Non una parola di sangue.

Abbiamo ascoltato la solita linea di Israele. Il generale Yaakov Amidror, l’ex capo della "divisione di ricerca e valutazione" dell’esercito israeliano ha annunciate che "nessun paese al mondo consentirebbe ai suoi cittadini di diventare obiettivo degli attacchi dei razzi senza prendere misure forti per difenderli". Proprio così. Ma quando l’Ira sparava colpi di mortaio oltre il confine in Nord Irlanda, quando i guerriglieri arrivavano dalla Repubblica (di Irlanda, ndt) per attaccare le stazioni di polizia e i protestanti, la Gran Bretagna ha sguinzagliato la Raf sulla Repubblica irlandese? La Raf ha bombardato le chiese e le autobotti e le stazioni di polizia e ha eliminato 300 civili per dare una lezione agli irlandesi? No, non l’ha fatto. Perché il mondo lo avrebbe giudicato un comportamento criminale. Non abbiamo voluto abbassarci al livello dell’Ira.

Si, Israele merita sicurezza. Ma questi bagni di sangue non la porteranno. Dal 1948 i raid aerei non hanno protetto Israele. Israele ha bombardato il Libano migliaia di volte a partire dal 1975 e nessuno ha eliminato il "terrorismo". Allora cos’è stata la reazione della notte scorsa? Gli israeliani minacciano attacchi di terra. Hamas aspetta un’altra battaglia. I nostri politici occidentali si accucciano spaventati. E in qualche posto verso Oriente – in una caverna? un seminterrato? una zona di montagna? – un uomo ben noto, in turbante, sorride. (Traduzione di Carlo M. Miele per Osservatorio Iraq)

L’articolo in lingua originale