Spalletti fa il pompiere: "Gli arbitri italiani sono i migliori" "Mai detto che Crespo è un cascatore. Ora vinciamo col Parma"
"È ingiusto che Mexes sia stato ammonito ma non ho mai definito Crespo un cascatore; i cattivi pensieri non ci devono essere, dobbiamo continuare ad andare avanti come abbiamo fatto sinora": il tecnico giallorosso Luciano Spalletti commenta l’episodio decisivo di Inter-Roma e prova a chiudere ogni discussione.
"Credo che della prestazione contro l’Inter non possiamo che essere contenti. Nel dopo partita mi sento di essermi comportato correttamente, non ho mai definito Crespo un cascatore; ho solo detto che ha fatto una furbata e che l’arbitro ci è cascato. Devo analizzare tante altre cose, devo soffermarmi anche sulle situazioni che posso gestire. Sulle decisioni del direttore di gara, non posso fare niente. Bisogna accettarlo. I cattivi pensieri non ci devono essere, dobbiamo continuare ad andare avanti come abbiamo fatto sinora. Dobbiamo continuare a pensare che tutto dipenda da noi, dal nostro impegno. Andare a cercare scusanti è da perdenti, e io non voglio più fare. Non dobbiamo cercare alibi perché questi fanno diventare le squadre presuntuose. Secondo me gli arbitri italiani rimangono i più bravi".
Qualcuno gli chiede se il suo rapporto con la Roma sia finito ma l’allenatore dei giallorossi smentisce tutto: "Il mio rapporto con la società è sotto gli occhi di tutti, quello che più mi preme è che la squadra reagisca subito e torni a vincere già da sabato contro il Parma". "La squadra gialloblù - aggiunge Spalletti - è in un bel momento e può approfittare del ritorno al gol di Cristiano Lucarelli. Affronteremo la gara con il massimo impegno ma ci sta che qualcuno riposi in vista del ritorno con il Real Madrid". Tra i convocati del tecnico per la gara contro gli emiliani torna Panucci mentre rimangono out Cassetti e Curci (infortunati) e Mexes squalificato.
"Le decisioni di Rosetti durante Inter-Roma? Non mi interessa parlarne. Preferisco sottolineare la prestazione dei ragazzi a San Siro. Dimostra che si sta creando qualcosa di importante". Lo spiega il direttore tecnico della Roma Bruno Conti in un’intervista ad Affaritaliani.it. E aggiunge: "Per questo preferisco ricordare quello che ha detto la gente dopo la sfida di San Siro, i commenti su come abbiamo giocato, su quello che ci saremmo meritati. Di altro non mi interessa parlare". Tornando alle polemiche arbitrali e a quanto risposto dal presidente della Figc Abete alla Juve, Conti ha detto che "non sono problemi nostri. Nello sport, in mezzo a questi ’drammi’, a queste esasperazioni, io come direttore tecnico devo far capire ai nostri ragazzi come deve essere interpretato il lavoro. E noi lo stiamo facendo molto bene, senza creare problemi a nessuno". "Noi vogliamo sempre pensare alla buona fede - conclude Conti - E questi ragazzi, con il lavoro che stanno facendo, lo dimostrano pienamente".
Si fa sempre più intensa la gara alla ricerca delle alleanze per le amministrative. E così dopo il tanto criticato accordo siciliano tra Pdl, Udc e autonomisti, ieri è toccato al Pd fare la sua mossa, stavolta però per le comunali a Roma. È stato così siglato l’accordo tra Francesco Rutelli, candidato sindaco del Pd nella capitale, e la Sinistra Arcobaleno. Ad annunciarlo sono stati gli stessi leader nazionali dei partiti della sinistra radicale, Oliviero Diliberto, Franco Giordano, Alfonso Pecoraro Scanio, e lo stesso ex ministro dei Beni Culturali. Un Rutelli entusiasta, poi a margine della conferenza stampa, ha chiosato: “Ora si fa la campagna elettorale e dal giorno dopo si definiscono gli assetti del governo della città. E lo faremo d’amore e d’accordo”. E a confermare l’intesa tra il partito di Veltroni e la sinistra Arcobaleno “per il governo della Capitale dalla primavera 2008 alla primavera 2013” c’è la notizia che la vice-sindaco di Rutelli sarà Patrizia Sentinelli, sottosegretario agli Esteri e in passato capogruppo di Prc in Campidoglio, che sarà anche la coordinatrice di questa campagna elettorale. E già la nuova coalizione si è messa al lavoro è ha lanciato la prima proposta, ovvero, la realizzazione a Roma di un centro internazionale della cultura omosessuale, definito come uno “spazio civile di dialogo e creatività”, ma poi di fatto, mossa astuta per convogliare su Rutelli i consensi del mondo gay. E sempre in conferenza stampa, l’ex pupillo di Pannella ieri ha confermato che se sarà eletto sindaco, non rinuncerà alle sue convinzioni, ma sarà comunque suo dovere “rappresentare il senso di un cammino che non è solo dei partiti ma di un rinvigorito associazionismo”. “Roma - ha poi ribadito il leader della disciolta Margherita - può e deve essere guidata da un’amministrazione democratica, riformatrice, innovatrice, sociale e non dalle destre”. Altra mossa strategica poi dell’ex vice presidente del Consiglio il sottolineare che la Capitale “laica e pluralista, raccoglie la più antica comunità ebraica della diaspora, fedeli islamici e di altre confessioni e religioni. Agli stranieri offre accoglienza e tolleranza, rigetta la xenofobia, richiede rispetto dei doveri di convivenza e della legalità”.
Particolarmente soddisfatto per l’accordo il candidato del Pd alla presidenza della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti che ha parlato di “un risultato politico forte che dimostra come il centrosinistra abbia lavorato con convinzione in questi anni per migliorare la capitale e in particolare la qualità della vita dei cittadini romani e che adesso è pronto ad accettare questa nuova sfida”. Dello stesso parere anche Massimiliano Smeriglio, segretario romano del Prc, che ha aggiunto: “Patrizia Sentinelli è una risorsa importante che mettiamo a disposizione del candidato sindaco Francesco Rutelli”.
Tuona invece contro l’accordo nel centrosinistra il senatore Mauro Cutrufo, indicato dal Pdl come vicesindaco a Roma, per il quale, con il “contributo” dei Verdi, Rutelli trasformerà “Roma come Napoli”, e critico chiosa: “Rutelli, pur di non perdere ormai è disposto a tutto, anche ad un accordo con la sinistra estrema, ma di questo eravamo più che certi”. “Il risultato - conclude Cutrufo - sarà che vedremo felici alcune coppie di fatto in una Capitale sommersa dalla mondezza”.
Contro il centrodestra e il centrosinistra invece si schiera in solitaria il candidato de la Destra al Campidoglio, Francesco Storace, per il quale l’accordo per Roma tra Rutelli e l’estrema sinistra “unitamente alla scelta sciagurata del cosiddetto centrodestra di spaccare una coalizione che ha governato per cinque anni l’Italia e la Regione” rischia di spianare la strada all’ex-sindaco. “Per una stupida ripicca - chiosa l’ex ministro della Salute - Berlusconi e Fini regalano il Campidoglio alla coalizione dei centri sociali”. Il segretario de la Destra aggiunge poi che il suo partito “combatterà fino all’ultimo giorno per impedire questa prospettiva sciagurata, determinata esclusivamente dall’arroganza di chi ha pensato più a tentare di eliminare il nostro movimento e le nostre idee che a battere la sinistra” e conclude: “tutta Roma sa che c’è un solo candidato in grado di battere Rutelli e non è certo chi ha perso in malo modo contro Veltroni”.
Continua quindi il valzer delle alleanze, mostrando come nelle amministrative i partiti pur di garantirsi una poltrona riescono a mettere da parte i particolarismi.
NOTIZIE DALLA MISSIONE DI POPOLI 26 FEBBRAIO Dovrebbero rientrare in Italia la prossima settimana i volontari che hanno partecipato alla missione di Popoli iniziata il 12 febbraio. I medici della comunità hanno compiuto visite alla popolazione Karen dei villaggi di Kerlaw Gaw, Baw Puh La Tha, Nya Pae Tah e Bla Tho, tutti insediamenti che gravitano attorno alla clinica "Carlo Terracciano". La stagione secca, che consente alle formazioni armate di muoversi con maggiore facilità, rende più rischiosa lô€‚¶attività dei volontari. "Popoli" non ha purtroppo potuto compiere visite nel villaggio di Maw Khee, che dista solo pochi chilometri dalla clinica, ma che è a ridosso di una base militare birmana. Maw Khee rappresenta la prima linea di questa guerra nel distretto di Dooplaya. La decisione di non entrare nel villaggio è stata presa dai responsabili della sicurezza di "Popoli", per evitare che in un non improbabile conflitto a fuoco che sarebbe potuto scoppiare in conseguenza al nostro arrivo, fosse coinvolta la popolazione civile. Anche le visite a Kaw Hser sono state annullate. Il villaggio è particolarmente pericoloso per la presenza di numerosi informatori della giunta birmana e di infiltrati appartenenti al DKBA, la formazione di traditori Karen che collaborano con i generali di Rangoon. La situazione in questi giorni era eccezionalmente tesa: il 14 febbraio, nella cittadina thailandese di Mae Sot, dove il movimento di liberazione Karen ha i suoi uffici, è stato assassinato il Segretario Generale del KNU (Unione Nazionale Karen), primo atto di una strategia che punta allô€‚¶eliminazione della leadership indipendentista. La lista degli obiettivi da colpire è piuttosto lunga: il colonnello Nerdah Mya, con cui i volontari di "Popoli" collaborano strettamente, è tra questi, e quindi anche la sua sicurezza è a rischio quando si entra in villaggi insidiosi come Kaw Hser. Kaw Hser era già stato visitato pochi giorni fa da alcuni membri e da una infermiera di "Popoli": viste le condizioni sanitarie della popolazione si era deciso di tornare nel villaggio non appena fossero arrivati dallô€‚¶Italia i medici della Comunità Solidarista. Purtroppo, quelli che noi qui definiamo i "badogliani karen" (gli aderenti alla milizia DKBA, utili servi degli occupanti), hanno impedito che fossero portate cure agli abitanti. Nei prossimi giorni, non appena le condizioni di sicurezza lo consentiranno, i paramedici di "Popoli" raggiungeranno il villaggio, per procedere alla somministrazione di vermifugo ai bambini e alla cura delle patologie più diffuse tra la popolazione.
"Rosetti con quell'espulsione ha rovinato tutto. Ma noi ci crediamo ancora"
A quasi 24 ore dalla sfida del Meazza, che molto probabilmente incidera' in modo decisivo sull'esito finale del campionato, Francesco Totti torna sugli ultimi minuti di Inter-Roma, soffermandosi in particolare su alcune decisioni arbitrali. E lo fa in modo schietto e sereno, anche se la rabbia che traspare dalle sue parole e' ancora tanta:
"L'arbitro- si legge su Romanews.eu- fino a 15-20 minuti dalla fine aveva diretto bene. Peccato per l'ammonizione e l'espulsione a Mexes: non c'erano e lì ha rovinato tutto. Philippe non aveva toccato Crespo, è incredibile quello che è successo. Sulla prima ammonizione non saprei dire se ci fosse o meno, qualche volta non si ammonisce per falli più duri sugli avversari. Mexes ha fatto una grande partita ed è stato espulso in una gara in cui non ha fatto nemmeno un fallo e pensare che l'arbitro l'aveva ammonito un minuto prima. Rosetti aveva arbitrato bene ma negli ultimi 15-20 minuti ha perso di vista la conduzione della gara. Burdisso andava espulso: aveva fatto 2-3 falli, il più clamoroso su Taddei".
Il capitano giallorosso spiega quindi il perchè del gesto delle orecchie sotto la curva interista: "Ho fatto il gesto delle orecchie perchè mi avevano insultato fino a quel momento. I tifosi sono scesi al livello del campo, praticamente, e mi hanno tirato di tutto. A San Siro ho fatto 11 gol: tanti quanti i giocatori di una squadra di calcio; è uno stadio che mi porta fortuna, mi esalta. Per me segnare undici reti a San Siro è una grande gioia e una bella soddisfazione. Peccato che contro l'Inter la mia prodezza sia servita a poco».
Nonostante i nove punti di distacco siano rimasti tali, il capitano romanista promuove la sua squadra a cui concede ancora chances di rimonta tricolore: "Per quanto fatto a San Siro, la mia Roma merita un otto ma noi dobbiamo vincere, altrimenti è tutto inutile. Non dobbiamo perdere terreno. Ora è dura ma non è finita, questo non era l'ultimo treno utile. Vediamo cosa farà l'Inter contro Napoli e Reggina. Marzo, per noi, è un mese decisivo. Le prossime 5-6 gare saranno fondamentali, da non fallire. Queste sono partite che caricano e possono anche essere fondamentali in vista di match come quello di Madrid. Speriamo sia così anche in questa occasione: che questa partita contro l'Inter sia uno stimolo per andare al Bernabeu con la giusta mentalità, quella con cui siamo venuti a Milano".
Incredibile partita a San Siro. Roma in vantaggio nel primo tempo con Totti, la squadra di Spalletti gestisce la partita per lunghi tratti e sfiora più volte il raddoppio. Inter in 10 per l'infortunio di Maxwell, Mancini aveva già esauriti i cambi al !9' del secondo tempo...Ma la squadra di Moratti ha la carta vincente, Roberto Rosetti arbitro di Torino che disegna il proprio finale di partita a suo piacimento, nel breve volgere di cinque minuti ammonisce due volte Phil Mexes. La prima sanzione avviene per un errato rientro in campo del francese, il secondo per un fallo perlomeno dubbio su Crespo. Alla fine arriva il goal di Javier Zanetti che decreta il de profundis su questo campionato.
Insomma, la solita Inter di questi ultimi due anni....
Peggio della Juve! Mancini che deve fare a meno di Ibra e Cruz, a sorpresa opta per il modulo ad una
sola punta, con Figo che affianca Crespo. Vieira è regolarmente al suo posto dopo
le polemiche di Genova. Partita speciale per l’ex Chivu, che fa coppia in difesa con Burdisso. Spalletti (che festeggia le 500 presenze in panchina ) deve fare a meno
di Panucci e Cicinho, e propone la coppia Totti-Vucinic dall’inizio.
Primo tempo combattuto ma giocato prevalentemente a centrocampo, che si accende solo nel finale. La prima grande occasione è per i nerazzurri, al 18’ palleggio e cross di Vieira, splendida rovesciata di Crespo che si stampa sul palo ed esce dalla parte opposta. La Roma replica in contropiede ma non sembra pungere tanto, almeno fino al minuto numero 38’. Cross perfetto dalla sinistra di Tonetto, e Totti torna al gol in trasferta (mancava al capitano dal 13 gennaio) con una volè di sinistro di controbalzo, prendendo il tempo a Chivu e infila la palla nell’angolino. L’Inter ha una bella reazione, ma al 45’ Burdisso vanifica tutto schiacciando alto di testa da due passi. Si va così al riposo con il vantaggio della Roma. Nella ripresa Mancini cambia tutto con gli innesti di Suazo, Balotelli e Pelè, ma subito dopo al 27’ perde Mawell per un infortunio alla caviglia e lascia i compagni in dieci. La Roma si rende pericolosa al 14’ con Taddei che cerca il cucchiaio senza fortuna, al 21’ il neo entrato Aquilani impegna Julio Cesar che si salva di piede. Finale incandescente e ricco di emozioni. A sette minuti dalla fine Mexes viene espulso per un doppio giallo in pochi istanti e l’Inter ne approfitta. Prima Crespo impegna Doni con uno splendido colpo di testa, quindi Javier Zanetti fa esplodere San Siro e tutta la gioia di Mancini, con una conclusione al volo da fuori area che vale il prezioso pareggio, e cdon ogni probabilità il secondo (terzo con calciopoli) scudetto consecutivo.
IL TABELLINO
INTER (4-3-2-1): Julio Cesar 6.5; Maicon 6, Burdisso 5.5, Chivu 5.5, Maxwell 6; Vieira 6, Cambiasso 6 (58' Balotelli), Zanetti 6.5; Figo 5 (60' Pelè 5.5), Stankovic 5.5 (46' Suazo 5.5); Crespo 6. A disp.: Toldo, Materazzi, Rivas, Maniche. All. Mancini 5.5
ROMA (4-2-3-1): Doni 6.5, Cassetti 6.5, Mexes 6, Ferrari 6.5, Tonetto 6.5; De Rossi 6, Pizarro 5.5 (60'Aquilani 5.5); Taddei 6 (85' Juan s.v.), Perrotta 6, Vucinic 7 (77' Giuly s.v.); Totti 6.5. A disp.: Julio Sergio, Antunes, Mancini, Brighi All.: Spalletti 6.5
ARBITRO: Rosetti di Torino 1 (Griselli-Calcagno: 4° Girardi)
MARCATORI: 38' Totti, 88' Zanetti Spettatori: 60 mila circa