PENSIERO UNICO

Utente: alwaysurbi
Nessun uomo è un'isola, completo in sé stesso; ogni uomo è un pezzo del continente, una parte del tutto. Se anche solo una zolla venisse lavata via dal mare, l'Europa ne sarebbe diminuita, come se le mancasse un promontorio, come se venisse a mancare una dimora di amici tuoi, o la tua stessa casa. La morte di qualsiasi uomo mi sminuisce, perché io sono parte dell'umanità. E dunque non chiedere mai per chi suona la campana: suona per te. ALWAYSURBI@YAHOO.IT / mio contatto MSN Messenger: alwaysurbi@hotmail.it
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" Molte cose non sono neppure tentate perché appaiono difficili; molte cose sembrano difficili soltanto perché non vengono osate". Wenzel Anton Kaunitz //CHE SIA SOLO L'INIZIO! "Ho speso molti soldi per alcool, belle donne e macchine veloci. Il resto l'ho sperperato. Beh, alcune cose me le sono lasciate sfuggire: Miss Canada, Miss United Kingdom, Miss Germany... Se io fossi nato brutto, non avreste mai sentito parlare di Pelé. Nel 1969 ho dato un taglio a donne e alcool. Sono stati i 20 minuti peggiori della mia vita. Ho smesso di bere, ma solo quando dormo" ORA RIPOSA GEORGE

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domenica, 30 dicembre 2007

U2, UN VIDEO AL GIORNO...NEW YEAR'S DAY !

Tutto è tranquillo a Capodanno.
Un mondo in bianco si mette in moto.
Io voglio essere con te
Essere con te giorno e notte.
Nulla cambia a Capodanno.
A Capodanno.

Io... sarò di nuovo con te.
Io... sarò di nuovo con te.

Sotto un cielo rosso sangue
Una folla si è radunata in bianco e nero
A braccia conserte, i pochi eletti 

Il giornale dice, dice
Dice che è vero, è vero ...
E noi possiamo fare breccia
Anche se rotti in due
Noi possiamo essere tutt'uno.

Io... io ricomincerò
Io... io ricomincerò.

Oh, oh. Oh, oh. Oh, oh.
Oh, forse è il momento giusto.
Oh, forse questa notte.
Io sarò di nuovo con te.
Io sarò di nuovo con te.

E così ci hanno detto che questa è l'età dell'oro
E l'oro è la ragione delle guerre che facciamo
Comunque io voglio stare con te
Stare con te notte e giorno
Nulla cambia
A Capodanno
A Capodanno
A Capodanno
          PER ASCOLTARE MEGLIO, VAI A FINE PAGINA ED ESCLUDI IL SOTTOFONDO MUSICALE DEL BLOG      

...And we can break through
Though torn in two
We can be one....


......I will begin again
I... I will begin again!



...Nothing changes
On New Year's Day!

 BYE SEE YOU NEXT YEAR!

postato da: alwaysurbi alle ore dicembre 30, 2007 11:25 | link | commenti
categorie: varie, musica, cultura, politica, riflessioni, news, storia, video, irlanda, attualitĂ , u2 , wwwaiutiamoedoardoit

IRLANDA DEL NORD, ANCHE I CATTOLICI UNITI CON LA POLIZIA

Il card. Sean Brady, arcivescovo di Armagh e Primate di tutta l'Irlanda, ha chiesto ai cattolici in Nord Irlanda di sostenere il "Police Service of Northern Ireland", la Polizia di stato che quest'anno ha registrato un numero record di cattolici tra i suoi iscritti. Quasi il 45% di coloro che hanno fatto domanda per la polizia nel 2007 erano cattolici, un aumento rispetto al 35% del 2001. In quell'anno la polizia ha cambiato nome ed è stata rinnovata, così che potesse rappresentare le due comunità, quella cattolica e quella protestante, divise dal conflitto. Per legge il 50% dei membri devono essere reclutati tra i cattolici. "I recenti attacchi contro i membri della polizia sono diretti contro il diritto alla vita e la libertà di tutti di fare la loro parte nelle nuove istituzioni comuni del Nord Irlanda", ha dichiarato il cardinale. Lo scorso novembre un poliziotto cattolico è stato ucciso nelle città di Derry mentre portava suo figlio a scuola e una settimana dopo un ufficiale è stato ucciso a Dungannon nella contea Co.Tyrone. Gruppi di terroristi repubblicani indipendenti sono ritenuti responsabili per questi attacchi, mentre si pensa che siano stati i terroristi protestanti dell'"Ulster Defence Association" a uccidere un poliziotto a Carrickfergus, a Co.Antrim, nelle prime settimane di quest'anno.

postato da: alwaysurbi alle ore dicembre 30, 2007 10:55 | link | commenti
categorie: varie, cultura, politica, riflessioni, news, religione, storia, irlanda, attualitĂ , celtic, wwwaiutiamoedoardoit
sabato, 29 dicembre 2007

ANCHE BONO NON RISPARMIA IL GOVERNO: "PRODI CI HA PRESO IN GIRO"

Durissime le critiche dal cantante irlandese Bono Vox al governo italiano
(ed anche a quello francese) sugli aiuti allo sviluppo e gli investimenti nel
Continente. «Hanno promesso finanziamenti – ha dichiarato al quotidiano
tedesco
“Sueddeutsche Zeitung” - mai erogati: hanno imbrogliato».
“Promossa” invece la premier tedesca, Angela Merkel

Dure critiche a Italia e Francia, e lodi invece alla Germania di Angela Merkel, sono state rivolte oggi dal leader degli U2 Bono Vox in un’intervista al quotidiano tedesco “Sueddeutsche Zeitung”, nella quale traccia un bilancio del 2007 per quanto riguarda gli aiuti allo sviluppo e gli investimenti in Africa.
Bono – assieme all’altro famoso cantante irlandese e attivista per l’Africa Bob Geldof e a varie organizzazioni umanitarie – dopo il vertice di Heiligendamm organizzato dai tedeschi nel giugno scorso aveva criticato i risultati del G8, soprattutto per l’annuncio di finanziamenti già promessi in passato e mai erogati.
Italia-Africa - Intervista di Bono Vox
«Questo vale per il G8 in generale, ma non per la Germania – ha puntualizzato oggi il cantante del gruppo rock U2 -. La Germania non ha imbrogliato, come si può vedere dal bilancio federale. Sono stati gli altri a imbrogliare, la Francia per esempio, oppure l’Italia. È già brutto abbastanza quando i politici non mantengono le promesse fatte ai loro elettori. Quando però lo fanno con i più poveri del mondo, significa che migliaia di persone moriranno. E questo è inammissibile. Soprattutto gli italiani – accusa Bono – non hanno mantenuto nessuna delle promesse fatte».
Eppure, proprio a Heiligendamm, Bono aveva incontrato Prodi, ricavandone la sensazione che l’Italia avrebbe «mantenuto le promesse».
Anche Geldof, in un’intervista pubblicata ieri dal quotidiano popolare “Bild Zeitung”, aveva tessuto le lodi di Merkel e della presidenza tedesca del G8, che si conclude il 31 dicembre. «Anche dopo il vertice G8 di Heiligendamm il governo tedesco e Angela Merkel hanno continuato la loro attività a favore dell’Africa. C'è stata una conferenza dei Paesi donatori al fondo globale per la lotta alla Heinz, tubercolosi e malaria, organizzata Berlino, dove i risultati sono stati molto maggiori di quello che ci aspettavamo: quasi 10 miliardi di dollari di finanziamenti internazionali promessi. Non ci sono dubbi che in questo modo la Germania, sotto la guida della cancelliera Merkel, ha salvato centinaia di migliaia, forse anche milioni di vite umane».
Per il prossimo vertice G8 in Giappone Bono e Geldof si attendono che i tedeschi prendano di nuovo la guida degli europei per spingerli ad aiutare lo sviluppo e gli investimenti in Africa. «Mi sembra una follia – ha detto Bono alla “Sueddeutsche Zeitung” – che gli Stati dell’Africa vendano più merci all’America che non all’Europa, il continente a loro più vicino».

 Il cantante annuncia poi che i suoi molti impegni di carattere umanitario non gli impediranno di rituffarsi presto nell'attivita' musicale. "L'anno prossimo tornero' al mio naturale posto di lavoro", anticipa Bono, "e registrero' un altro disco, anche se continuero' a viaggiare molto per conto di Data (l'organizzazione umanitaria per la quale e' attivo, ndr). I miei colleghi degli U2", aggiunge con un pizzico di ironia, "hanno pero' gia' inviato foto del sottoscritto a tutte le stazioni di polizia del mondo, con la richiesta di fermarmi e di rispedirmi subito a casa".

venerdì, 28 dicembre 2007

INTER PECORA NERA DEL CALCIO ITALIANO

L'Inter dei grandi numeri conferma anche nella Serie A dei bilanci la sua incapacità di essere normale. Schiacciasassi sul campo - dove nel 2007 hanno raccolto una media di 2,48 punti a partita, il massimo degli ultimi tre quarti di secolo - i nerazzurri sono riusciti a polverizzare un record decisamente meno glorioso anche sul fronte finanziario: quello delle perdite. Il bilancio 2006-2007 della squadra di Massimo Moratti si è chiuso con un passivo monstre di 206 milioni, obbligando il presidente a staccare l'ennesimo assegno da 105 milioni per tenere in piedi il club e interrompendo dopo tre anni di progressi il virtuoso recupero di redditività dei big del nostro campionato. I conti dei top team (Inter, Milan, Juventus, Roma e Lazio) sono andati infatti in archivio nell'ultimo esercizio con un passivo di 192 milioni, quasi il triplo dell'anno precedente. Senza il buco dei nerazzurri - gonfiato dai 146 milioni di ammortamenti contabilizzati per l'addio allo spalma-perdite - quest'anno le grandi del calcio tricolore avrebbero potuto festeggiare il loro primo risultato positivo (14 milioni di utili al netto dell'Inter) dagli anni bui delle plusvalenze gonfiate. I conti un po' abnormi della squadra allenata da Roberto Mancini nascondono però una realtà complessivamente meno grigia di quanto appaia. Con tutti i suoi difetti genetici - come l'abissale differenza tra i conti dei grandi e quelli dei piccoli e la dipendenza ormai totale dal piccolo schermo - il calcio di casa nostra sta lentamente viaggiando verso una pseudo-normalità finanziaria. Cinque anni fa il mondo del pallone spendeva 1,8 euro per ogni euro che incassava. Oggi il rapporto per le cinque big si è ridimensionato a un più equilibrato uno a uno. Non solo. Il monte-stipendi, un passo alla volta, continua a ridursi. Nel 2003 le buste paga dei calciatori erano pari al 73,1% delle entrate. Oggi per le grandi della Serie A siamo scesi al 51%, valore che ci avvicina alla media del calcio europeo. E su questo fronte l'Inter, con i 151 milioni pagati alla sua rosa nel 2006-2007, ha strappato l'Oscar della generosità al Milan, sceso a 125 milioni.
La radiografia dei conti del calcio tricolore conferma in cifre lo strapotere della tv negli stadi. I diritti per il piccolo schermo - Uefa più campionato - rappresentano ormai più della metà delle entrate (il 53,2%) dei big. Il fatturato garantito da Mediaset, Sky & C. è il quintuplo di quello generato vendendo i biglietti per le partite, un'attività ormai marginale per i club visto che rappresenta "solo" il 12% dei loro ricavi.
Sparite le plusvalenze farlocche e ammortizzato l'addio allo spalma-perdite con la partita di giro delle vendite dei marchi - operazione che ha portato nelle casse dei big (Juve a suo onore esclusa) 597 milioni di guadagni "fittizi" - le cinque stelle del nostro campionato hanno imparato a usare la testa anche sul fronte del calciomercato. Qualcuno - leggi la Juventus, costretta a un anno di austerity per la retrocessione targata Calciopoli - l'ha dovuto fare per forza. Le entrate dei bianconeri si sono contratte l'anno scorso del 18% e il bilancio è stato fatto quadrare con le cessioni di Zlatan Ibrahimovic (15 milioni di guadagno) e Zambrotta (11). Ma persino Moratti - dopo gli anni da mangia-allenatori e da collezionista di campioni inutili - ha imparato a muoversi con più oculatezza (l'addio a Oba-Oba Martins ha garantito 14 milioni di guadagno) mentre il parsimonioso Claudio Lotito, costretto dai numeri un po' "bonsai" della Lazio a far le nozze con i fichi secchi, ha portato a casa 10,7 milioni girando Massimo Oddo al Milan. Questa volta però, contrariamente a quello che succedeva solo pochi anni fa, si tratta di soldi veri. E queste oculate campagne acquisti sommate ai milioni delle tv stanno riportando in linea di galleggiamento i bilanci dei top team della Serie A. La Roma, sostenuta pure dai 3 milioni di plusvalenze per la vendita dell'egiziano Mido, ha guadagnato nel 2006-2007 oltre 10 milioni. L'inedita "austerity" di Silvio Berlusconi - da qualche tempo più attento alle spese anche sul fronte rossonero - ha regalato un piccolo profitto persino al Milan, che in perenne attesa del (costosissimo) sogno di Ronaldinho ha archiviato i conti 2006 in nero grazie ai 42 milioni di plusvalenze incassati girando al Chelsea Andriy Shevchenko. E anche la Juve del dopo Moggi - malgrado la Cayenna della serie B - è riuscita a far quadrare il bilancio. All'appello del buon senso finanziario, insomma, manca solo l'Inter. Ma con la squadra in cima alla classifica, il primo derby della stagione in cassaforte e in attesa della sfida stellare con il Liverpool in Champions League, i 206 milioni di perdite, per Massimo Moratti e a maggior ragione per i tifosi nerazzurri, sono un particolare secondario. "Il presidente - riporta l'ultimo bilancio in profondo rosso - ha espresso la sua volontà di supportare anche in futuro, in caso di necessità, la società".

FONTE: LA REPUBBLICA

postato da: alwaysurbi alle ore dicembre 28, 2007 21:44 | link | commenti (2)
categorie: varie, cultura, politica, riflessioni, news, calcio, storia, attualitĂ , asr 1927, ss lazio 1900, wwwaiutiamoedoardoit
giovedì, 27 dicembre 2007

I GRANDI FANNO I CONTI COL VOLERE DIVINO

La conversione, semipubblica e assolutamente non riservata, di Tony Blair al cattolicesimo è l'inizio di una vicenda personale o la conclusione di un nuovo approccio della politica britannica, in particolare, e della sinistra riformista europea, in generale, ai valori religiosi? Assistiamo a un riavvicinamento alla cultura sociale e dell'uomo della Chiesa romana, oppure a una riflessione nuova - di stampo americano - sulla diversa concezione di separazione tra Chiesa e Stato, che ha finora diviso Usa e vecchio continente? Certamente il discorso del "Canonico onorario" della Basilica di San Giovanni in Laterano a Roma, Nicolas Sarkozy, ha proposto una lettura della laicità assai più vicina alla storia americana che a quella francese. Lontani sono i tempi di John Kennedy, il primo cattolico alla Casa Bianca, che considerava "affare privato" l'appartenenza religiosa di un Presidente. Già il laico Ronald Reagan aveva capito che dopo la presidenza Carter i repubblicani non sarebbero tornati alla Casa Bianca senza il "sostegno della cintura della Bibbia". George W. Bush ha fatto sapere a tutto il mondo della sua conversione (nato a vita nuova, "Born again") dopo il suo incontro con il pastore Billy Graham nel 1985.
Due candidati repubblicani, il mormone Mitt Romney e l'ex governatore dell'Arkansas Mike Huckabee, telepredicatore dalla maledizione facile, hanno dichiarato che senza l'appoggio dei cristiani fondamentalisti - che sostengono Bush - né un repubblicano né un democratico potrà ascendere alla Casa Bianca. L'influenza statunitense dunque si comincerebbe a far sentire anche in una Europa cinicamente refrattaria ad affrontare la questione religiosa con la serenità e la serietà alla quale la invita, con le sue critiche al relativismo ateo, Sua Santità Benedetto XVI.
Sarkozy ha messo in campo a Roma il tema della laicità propositiva, che ha bisogno per esprimersi del contributo della Chiesa e di altre correnti religiose e spirituali. Il Presidente della Repubblica francese ha messo in difficoltà, con un colpo solo, la speciale frazione relativista che si è espressa in modo dominante nella filosofia esistenzialista di scuola francese, e la più popolare "laicità di stato", che nella separazione totale tra Stato e Chiesa prevede, semplicemente, come sostiene allarmato il leader del Movimento Democratico ed ex candidato dell'Udf, François Bayrou, che la per la storia francese «la Repubblica deve farsi carico della costruzione di un mondo migliore».
Se la religione non è più l'oppio dei popoli per i laburisti britannici (anzi magari solo per un laburista - seppure il più illustre) e per un leader che in Francia cerca di far coabitare il materialismo finanziario con una autoritaria politica sociale, e se George W. Bush non è un folle isolato, e la preghiera di Benedetto XVI perché si armonizzi la volontà umana con il volere divino non è vana aspirazione, dove mai finirà il mondo dei cattolici adulti (e dell'Italia)?      Il Tempo           

postato da: alwaysurbi alle ore dicembre 27, 2007 23:28 | link | commenti (1)
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